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Lunedì 22 Ottobre 2018, ore 04.29
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Scuola, Italia ultima in Europa per investimenti in cultura

Terz’ultima per l’Istruzione e per stipendi ai docenti dopo i Paesi dell’Est. Il Governo risponde coi mancati tagli, ma al sindacato della scuola Anief: non basta

Economia, Scuola, Welfare ·
(Teleborsa) - "Gli investimenti in istruzione e cultura sono fondamentali. Dal Parlamento con le Commissioni Cultura di Camera e Senato abbiamo chiesto che in legge di bilancio ogni risorsa e ogni spreco risparmiato dai ministeri competenti siano reinvestiti sempre in Istruzione e Cultura, perché in Europa siamo ultimi in investimenti in Cultura e terz'ultimi in investimenti in Istruzione. Cultura e Istruzione generano lo sviluppo dell'immediato futuro". Sono parole forti e reali quelle espresse da Luigi Gallo esponente del MoVimento 5 Stelle, presidente della VII Commissione Cultura della Camera, intervenuto con un post sulla propria pagina Facebook, a proposito della prossima Legge di Bilancio.

Parole che fanno il paio con quelle pronunciate in queste ore dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio: "c'erano soldi – ha detto il vicepremier - che non si spendevano per l'alternanza scuola-lavoro, perché molti dirigenti e docenti si rifiutavano di mandare gli studenti a friggere le patatine da Mc Donald's e fare finta di fare alternanza scuola-lavoro, abbiamo preso una parte di quei soldi che non si spendevano e abbiamo scongiurato l'abbassamento degli stipendi agli insegnanti". Inoltre, sempre Di Maio caldeggia la possibilità concreata di aumentare gli stipendi degli insegnanti, al fine di equipararli a quelli dei colleghi europei.

L'intenzione del primo partito di Governo, dunque, appare chiara: niente tagli alla scuola. Semmai, quello che si toglie, poi si ridà allo stesso ambito ministeriale. In attesa di tempi migliori. Ma basterà? Il sindacato della scuola Anief teme di no. "Perché una politica che crede davvero nel rilancio dell’istruzione pubblica, indispensabile per migliorare le sorti di un Paese, non può prescindere dall'alto livello d'insegnamento, a tutela prima di tutti degli studenti iscritti, ma anche dei docenti e del personale tutto che vi opera".


Marcello Pacifico
, presidente nazionale Anief che ieri 12 ottobre si è schierato con gli oltre 70 mila studenti che hanno manifestato per ricordare che in Italia i costi economici per studiare sono insostenibili e contro la manovra finanziaria annunciata dal Governo, ritiene che "sull'elevazione della cultura italiana è oramai scaduto il tempo degli esperimenti e dei buoni annunci. La cultura è vitale? Allora ci si creda, con disposizioni finanziarie e normative tali da collocarla tra gli obiettivi prioritari del nostro Paese. Non con le solite soluzioni-tampone, come quella di girare i 100 milioni di tagli alla scuola allo stesso comparto. Pensavamo che almeno a livello governativo le partite di giro fossero finite: servono investimenti veri, già con la prossima Manovra".
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