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Martedì 23 Aprile 2019, ore 20.53
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DEF, Tria in audizione: aumento Iva confermato in attesa di alternative

"I dati dei primi due mesi dell'anno sono incoraggianti", sottolinea il Ministro dell'Economia

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - I dati dei primi due mesi dell'anno sono "incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo" e questi elementi "lasciano ritenere che la previsione per il 2019 sia equilibrata". Queste le parole del Ministro dell'Economia Giovanni Tria, in audizione sul Documento di Economia e Finanza davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

AUMENTO IVA CONFERMATO, IN ATTESA DI MISURE ALTERNATIVE - Il Titolare del dicastero di Via XX Settembre sottolinea anche che "la legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative" e ribadisce “la legge di bilancio del prossimo anno continuerà il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio".

INCLUSIONE E CRESCITA, PILASTRI DEL GOVERNO - Secondo quanto riferito, il Def "conferma i pilastri dell'azione governativa: rafforzare l'inclusione e ridurre il gap di crescita" con gli altri Paesi europei.

IL GOVERNO NON HA PECCATO DI OTTIMISMO - Eppure, la revisione al ribasso delle stime di crescita c’è stata, ma Tria che difende l'operato dell'esecutivo, la definisce "pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale": "A dicembre era all'1% al di sotto dell'1,2% della Ue". Questo, secondo il ministro, "consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo" e che "le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione".

CAPITOLO SPREAD - Per l'andamento dello spread "saranno importanti i piani del Governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio", aggiunge Tria, precisando che il Def non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso, e che "i rendimenti italiani sono ancora troppo alti alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l'intesa con l'Unione europea sulla legge di bilancio".

(Foto: Giovanni Tria )
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