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Giovedì 23 Maggio 2019, ore 17.11
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Disoccupati di lunga durata, Italia maglia nera in UE: sono 1,6 milioni

900mila al Sud, più che in tutta la Germania. 1,6 milioni nel 2018, anche se in leggero calo rispetto al 2017 (-81.600), secondo gli ultimi dati diffusi, il numero più elevato nell’intera Unione

Economia ·
(Teleborsa) - I disoccupati di lunga durata, ossia quelli in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, diminuiscono in Italia nel 2018 fissandosi a 1,6 milioni di unità (-81.600) ma sono il numero più elevato in Ue. Tra Sud (594.000) e Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono oltre 900.000, un dato di molto superiore a quello dell’intera Germania (600.000) nella quale però vivono 82 milioni di persone a fronte dei 20,6 residenti al Sud.

IL CONFRONTO CON LA GERMANIA – Come detto, nel nostro Paese, la disoccupazione di lunga durata seppure in calo rispetto al 2017 è più che raddoppiata rispetto al 2008 quando erano senza lavoro da oltre 12 mesi solo 752mila persone. In Germania, invece, l’andamento è stato praticamente opposto rispetto al nostro Paese con 1,6 milioni di disoccupati di lunga durata nel 2008 e un milione in meno (600mila) dieci anni dopo.

Lo dicono i dati Eurostat secondo i quali in Campania (286.000) e Calabria (105.000) ci sono più disoccupati di lunga durata dell’intero Regno Unito (352.000).

LE “DUE” ITALIA – Come sempre, c’è da fare i conti con una Italia che sembra letteralmente spaccata in due. Molto significative, infatti, le differenze sul territorio con il solito Nord più virtuoso rispetto al Mezzogiorno che, purtroppo, arranca e stenta,intrappolato nelle sabbie mobili di una crisi che non lascia scampo.

LAVORO, IL DIFFICILE CAMMINO DELLE DONNE – Nonostante l’occupazione femminile in Italia sia cresciuta (era al 49,5% nel 2018 dal 48,9% del 2017) cresce ancora il divario con il tasso medio di occupazione femminile in Europa (63,3%, dal 62,4% del 2017).

Dopo la Mayotte, regione d’oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti nell’Unione europea con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%, la Campania stabile al 29,4% e la Calabria al 31% e la Puglia al 32,8%, in crescita rispetto all’anno precedente. In pratica lavora, almeno ufficialmente, meno di una donna su tre.
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