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Lunedì 24 Giugno 2019, ore 12.48
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Moscovici: "Pronto a considerare nuovi dati, la porta rimane aperta"

Secondo il commissario UE tocca al governo italiano "indicare che la procedura per deficit eccessivo può essere evitata"

Economia ·
(Teleborsa) - Porte aperte e disponibilità al dialogo da parte della Commissione UE in merito alla procedura d'infrazione per debito eccessivo annunciata all'Italia.

"La mia porta resta sempre aperta. Siamo sempre pronti ad ascoltare", ha dichiarato in conferenza stampa il commissario UE agli Affari economici, Pierre Moscovici, sottolineando allo stesso tempo che la procedura è giustificata dai numeri e dal mancato rispetto del criterio del debito.

"I dati 2018 per l'Italia sono problematici su due fronti: invece di essere ridotto, il debito sale da 131% a 132% e il deficit strutturale che avrebbe dovuto calare di 0,3% peggiora di 0,1%, creando un gap di 0,4%. Sfortunatamente anche per il 2019 vediamo un peggioramento dello strutturale, mentre il Consiglio aveva raccomandato uno 0,6% di miglioramento e le autorità italiane si erano impegnate a dicembre a non peggiorarlo", ha spiegato Moscovici.

Il commissario UE ha chiarito di essere sempre pronto a "uno scambio di vedute su cifre, fatti, ed elementi oggettivi, e dobbiamo farlo ora. Siamo pronti ma è il governo italiano che deve indicare che la procedura per deficit eccessivo può essere evitata e come".

"Siamo chiari: non la stiamo aprendo oggi - ha ribadito Moscovici - Sta al Consiglio ora esprimere la sua visione sulla materia e sulla nostra analisi, che è meramente fattuale. In attesa di questa opinione, non vedo alcun bisogno di speculare".

Alla domanda di un giornalista olandese sul perché non avesse raccomandato l'apertura della procedura a dicembre, il commissario UE ha risposto citando Edith Piaf: "Non, je ne regrette rien. Rien de rien. Non mi pento. Allora la situazione era diversa".

Oggi, è tutto un altro discorso, perché l'analisi della Dg Ecfin si basa su "dati ex post", cioè a consuntivo, e non previsionali. "Credo che
abbiamo preso la decisione giusta in dicembre e che quello di oggi sia l'approccio giusto", conclude.

(Foto: Shimera/Etienne Ansotte - © Unione Europea)
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