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Domenica 22 Settembre 2019, ore 16.03
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Oro, i prezzi in chiave Fed? Un futuro brillante

Il progressivo allentamento monetario da parte delle banche centrali globali sosterrà ancora il prezzo del metallo giallo visto da UBP a 1.600 dollari l'oncia nel corso del prossimo anno

Economia ·
(Teleborsa) - Con l'apertura della BCE alla possibilità di un taglio dei tassi, la riduzione del costo del denaro già decisa dagli istituti centrali di Australia e Nuoza Zelanda, il mercato sconta ormai anche un intervento della Federal Reserve, nella riunione di politica monetaria, in calendario nei prossimi giorni.

Un allentamento progressivo che andrà a sostenere il prezzo dell'oro visto da UBP a quota 1.600 dollari l'oncia nel corso dell'anno prossimo. Su scala globale - commenta il gestore - il ritorno di un allentamento monetario aggressivo da parte delle banche centrali mondiali "è chiaramente una buona notizia per il prezzo dell'oro" e "aumenta la possibilità di esplosivi movimenti al rialzo verso la fine dell'anno", in particolare se le maggiori banche centrali mondiali "si orientano verso la ripresa del QE. Ciò non è ancora completamente prezzato dai mercati".

A giugno il prezzo dell'oro è aumentato di quasi il 10%, passando da circa 1.300 dollari l'oncia all'inizio del mese a livelli di circa 1.430 dollari alla fine del mese. "Le ricerche su Google attraverso le keywords 'prezzo dell'oro' sono aumentate di quasi il 100% a giugno, indicando la velocità, la sorpresa e l'entità dell'impennata del prezzo del metallo giallo", osserva Peter Kinsella, Global Head of Forex Strategy di Union Bancaire Privée (UBP).

"Storicamente, i prezzi dell'oro si muovono in maniera inversa rispetto ai tassi di interesse reali statunitensi, e quindi la prospettiva di tassi di interesse reali USA più bassi è un'evoluzione positiva per l'oro - commenta l'esperto di UBP -. Poiché il tasso dei Fed funds è solo del 2,5%, l'entità dei possibili tagli dei tassi è piuttosto limitata rispetto alle precedenti recessioni economiche. Ciò significa che la Fed potrebbe mettere in campo nuovamente le sue politiche di quantitative easing, il che implica un elevato rischio di grave debolezza del dollaro USA e, di conseguenza, un aumento significativo dei prezzi dell'oro nei prossimi trimestri".
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