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Martedì 22 Ottobre 2019, ore 02.45
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M5s-Pd: strada ancora in salita, distanza su nomi e programmi. Nuovo incontro alle 11

Dalle 16 di oggi, martedì 27 agosto, al via secondo giro di consultazioni al Quirinale che si concluderanno nel pomeriggio di domani, mercoledì 28: Mattarella chiede garanzie

Politica ·
(Teleborsa) - Niente fumata bianca al termine del vertice fiume di ieri sera a Palazzo Chigi tra Pd e M5s , iniziato poco dopo le 21 e terminato oltre la mezzanotte. Non sono bastate, dunque, quattro ore di confronto per sciogliere i nodi e superare gli scogli sulla strada che dovrebbe portare alla formazione del Governo giallo-rosso: "Siamo al lavoro, ma c’è ancora molto da fare su contenuti e programmi. E non c’è ancora il via libera a Conte. La strada è in salita, differenza di vedute sulla manovra". Fanno sapere fonti Dem. Anche sponda Cinquestelle non si nascondono le criticità: "E’ un momento delicato e chiediamo responsabilità ma la pazienza ha un limite. L’Italia non può aspettare, servono certezze. Il Pd ha parlato solo di ministeri, non di programmi". E ancora: "Aspettiamo la posizione ufficiale del Pd sul Conte bis. Non c’è chiarezza finora". Salvini, intanto, evoca il "ribaltone" e confida nel Colle.

Per ora, dunque, niente di fatto. Si continua a trattare ad oltranza: un nuovo incontro, infatti, è fissato per questa mattina alle 11. Le lancette sull’orologio corrono veloci e non c’è più molto tempo per cercare di trovare la quadra su temi centrali, come programmi e manovra 2020, sui quali le distanze tra i due partiti non sembrano, al momento, essersi accorciate.

CONSULTAZIONI AL VIA, MATTARELLA CHIEDE GARANZIE - Nel pomeriggio di oggi, martedì 27 agosto, intanto, al via il secondo giro di consultazioni al Quirinale: si parte alle 16. Domani, mercoledì 28 agosto, toccherà ai "Big" varcare la soglia del portone del palazzo che fu dei Papi per scrivere l'epilogo della crisi d’agosto: il Presidente della Repubblica Mattarella stavolta chiederà certezze e garanzie.

ALEA IACTA EST - La strada, ormai, appare segnata: se, al termine dei colloqui tra M5S e Pd, non dovesse arrivare il semaforo verde a un Governo di legislatura, non resta da imboccare la via del Governo di garanzia che accompagnerà il paese al voto anticipato.
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