Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Mercoledì 27 Maggio 2020, ore 12.08
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Sindacati: da mercoledì chiusi distributori benzina in autostrada

L'annuncio in una nota: "Non siamo nelle condizioni di assicurare né sicurezza sanitaria né sostenibilità economica del servizio"

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Da mercoledì notte stop agli impianti di rifornimento benzina in autostrada, compresi raccordi e tangenziali, e, a seguire, gli altri fino ad arrivare alla viabilità ordinaria. Lo annunciano in una nota i sindacati di categoria Faib (Confesercenti), Fegica (Cisl), Figisc/Anisa (Confcommercio).

"Da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio. Di conseguenza gli impianti di rifornimento carburanti semplicemente cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria", si legge nella nota.

I sindacati ricordano che sono "oltre 100.000 in tutta Italia" le persone del settore che, "senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone" mettendo a rischio "la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada".

"Noi non siamo certo eroi, né angeli custodi. Ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri. Siamo persone con famiglie da proteggere, cittadini tra gli altri che sanno di dover assolvere ad una responsabilità di cui non si vogliono spogliare, ma a cui non può essere scaricato addosso l'intero carico che altri soggetti, con ben altri mezzi, disponibilità economiche e rendite, si ostinano ad ignorare", conclude la nota.
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.