Giovedì 9 Luglio 2020, ore 18.31
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Dombrovskis: pronti a nuovo Patto di Stabilità ma le vecchie regole valgono ancora

Intervenuto al termine dell'Ecofin, il vicepresidente della Commissione Ue fa il punto anche sul Recovery Fund: fondi nel 2021, si lavora per anticipo.

Economia ·
(Teleborsa) - Bruxelles resta aperta a una revisione del Patto di Stabilità e di Crescita. Ad affermarlo è il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Domborvskis, nel corso della conferenza stampa al termine dell'Ecofin. "C'è già un lavoro nella Commissione Ue in cui valutiamo l'efficacia e l'attuazione del Patto. Questo lavoro è ancora in corso ma in ogni caso – ha dichiarato Dombrovskis – è importante costruire un consenso sul dove vogliamo andare e su nuove regole potenziali o aggiustamenti al Patto, per non finire intrappolati in un qualche tipo di dibattito divisivo".

"È chiaro che fin quando non ci saranno nuove regole le vecchie regole si applicano", ha però puntualizzato il vicepresidente Valdis Domborvskis. "Attualmente – ha ricordato Dombrovskis – abbiamo una clausola generale di esenzione", legata alla crisi da Coronavirus, "ma anche nella clausola è chiaro che gli Stati devono tenere a mente gli obiettivi di medio termine di sostenibilità di Bilancio e che, una volta che si tornerà al normale funzionamento del Patto, si dovrà accettare che ripartiremo da nuovi livelli di deficit e debito".

Il vicepresidente ha fatto il punto anche per quel che riguarda le tempistiche del Recovery Fund. Dato che sarà basato sul bilancio pluriennale dell'Unione, e che questo inizierà nel 2021, "il grosso delle spese sarà nel 2021", ha sottolineato il vicepresidente della Commissione europea. Ma ha aperto anche alla possibilità che sia prevista una qualche forma di anticipo per gli Stati membri: "Vediamo se c'è la possibilità di far arrivare alcuni fondi già nel 2020, non e' facile – ha però avvertito – anche per questo servirà un accordo rapido".

Dombrovskis ha infine parlato di uno strumento dedicato nello specifico a sostenere le riforme volte a rafforzare la competitività dei Paesi e a migliorare la convergenza dell'Unione legate allo stanziamento di fondi di rilancio, il Recovery and Resilience Facility. "Un punto su cui insistiamo è che non servono solo più soldi ma anche riforme addizionali. E bisogna rafforzare le capacità tecniche per assicurare che questi investimenti abbiano la massima efficacia" – ha spiegato Dombrovskis – L'idea che abbiamo alla Commissione Ue è di avere un forte legame tra investimenti e riforme nell'ambito del nostro strumento, tramite le raccomandazioni del semestre Ue".

"L'idea di base - ha precisato il vicepresidente della Commissione Ue - che vogliamo attuare con il Resilience e Recovery Facility è quella di procedere in maniera 'simile' a quello che avviene con la vigilanza Ue sui bilanci".
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