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FCA e PSA si fondono: nasce Stellantis, nuovo player dell'auto

Le assemblee dei due gruppi automobilistici si riuniranno oggi, 4 gennaio 2021, per approvare la fusione

Finanza ·
(Teleborsa) - E' iniziato il contro alla rovescia per la fusione tra due dei maggiori colossi dell'automobile. Oggi, 4 gennaio 2021, si riuniranno le assemblee di FCA e PSA - a porte chiuse per le restrizioni legate al Covid - per approvare un matrimonio che, alle quotazioni attuali, unisce il gruppo italiano e quello francese in una maxi fusione da 44 miliardi di capitalizzazione a fine 2020.



Il voto degli azionisti sarà un passaggio cruciale in vista dell'operazione che FCA e PSA Peugeot prevedono di chiudere entro il primo trimestre, convinte che l'Antitrust europeo darà il proprio via libera al matrimonio grazie anche agli aggiustamenti messi in campo dai due gruppi su diversi fronti, a partire da quello dei veicoli commerciali leggeri.

Lo scorso dicembre, infatti, la Commissione europea ha autorizzato la proposta fusione tra i due gruppi a condizione che sia subordinata al pieno rispetto degli impegni offerti dalle due società.

Il via libera segue un'indagine approfondita della Commissione sulla fusione, a seguito della quale sarebbe stata compromessa la concorrenza sul mercato dei veicoli commerciali leggeri in nove Stati membri, dove le due case d'auto hanno quote di mercato elevate o molto elevate e sono concorrenti particolarmente stretti. L'acquisizione avrebbe quindi probabilmente comportato un aumento dei prezzi per i clienti.

Per fugare le preoccupazioni della Commissione, FCA e PSA hanno preso una serie di impegni volti a promuovere l'ingresso e l'espansione sul mercato: un'estensione dell'accordo di cooperazione attualmente in vigore tra PSA e Toyota Motor Europe per i piccoli veicoli commerciali leggeri, in base al quale PSA produce veicoli a marchio Toyota principalmente nell'Unione Europea; una modifica degli accordi di riparazione e manutenzione in vigore tra PSA, FCA e le loro reti al fine di facilitare l'accesso dei concorrenti alle reti di riparazione e manutenzione.

La soddisfazione questi impegni - sottolineava Bruxelles nella nota - "consente di mantenere una concorrenza effettiva sul mercato e quindi risponde pienamente a tutte le preoccupazioni della Commissione in materia di concorrenza. La Commissione è quindi giunta alla conclusione che l'operazione, così come modificata dagli impegni, non rappresenterebbe più un problema di concorrenza".
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