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Spread BTP-Bund scivola su nuovi minimi a 96 punti

L'effetto Draghi continua a favorire un restringimento del premio per il rischio dei BTP Italiani

Finanza ·
(Teleborsa) - Lo Spread BTP-Bund buca anche la fatidica soglia dei 100 punti, scivolando fino a quota 96 ai minimi degli ultimi 5 anni, a testimoniare la "fiducia" che gli investitori ed i mercati danno al Governo Draghi. L'effetto si era subito visto nei giorni scorsi, sin dall'annuncio dell'incarico conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'ex governatore della Banca d'Italia ed ex Presidente della BCE. Una figura "autorevole" che i mercati apprezzano e che dà una chance in più all'Italia ed al Recovery Plan.



Al momento il differenziale fra il BTP decennale italiano e l'omologo bond tedesco sosta a 96 punti (-3%) a fronte di un rendimento del BTP di +0,52% e del Bund di -0,44%. Rispetto ai livelli pre-Draghi si sono già persi 15-20 punti e sono attesi ulteriori miglioramenti della nostra posizione creditizia.

"I mercati hanno fiducia in Draghi alla luce anche delle sue azioni passate quando dimostrò chiaramente di conoscere le dinamiche di mercato, il che aiuterà ulteriormente a mantenere gli spread dei BTP sotto controllo", ha affermato nei giorni scorsi Mohammed Kazmi, Portfolio Manager, Macro Strategist, di Union Bancaire Privée (UBP), aggiungendo "vediamo spazio per i rendimenti dei bund tedeschi che stanno di conseguenza salendo, dato che i flussi si stanno spostando dall'Europa centrale verso la periferia".

Per Adrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management, la formazione di un governo Draghi vale un restringimento di 20-25 punti dello Spread, che potrebbe dunque cadere in area 70, non lontano da quello fra il bund e i Bonos spagnoli. Una riduzione di 50 punti dello Spread - ricorda l'analista - vale ogni anno, un risparmio di circa 1,5 miliardi di euro in termini di interessi e potrebbe influenzare positivamente il merito di credito sovrano nel caso in cui saranno attuate le riforme strutturali (PA, giustizia ecc.).

Parla invece di "riassorbimento dell'allargamento avvenuto a seguito della crisi politica italiana" Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm, prospettando una stabilizzazione attorno ai livelli attuali prima di proseguire il percorso di riduzione già cominciato a marzo 2020. Un ritorno ai livelli pre-2008, fra i 20 ed i 50 bps - sottolinea - potrebbe invece realizzarsi nel lungo periodo, "se davvero l'Italia dovesse risollevarsi dalla stagnazione dell'ultimo decennio e ridurre il proprio livello di indebitamento"




(Foto: © Roberto Pirola / 123RF)
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