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BCE preoccupata da effetto stimolo Biden su inflazione

Secondo Goldman Sachs, gli acquisti del programma PEPP rallenteranno nuovamente dal terzo trimestre

Finanza ·
(Teleborsa) - Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha registrato un preoccupante aumento dei rischi per le prospettive a breve termine nel suo meeting di marzo, come emerso dalla pubblicazione dei verbali. I problemi hanno soprattutto due origini, secondo un'analisi di Goldman Sachs: gli effetti del pacchetto Biden (che non è ancora stato incorporato nelle proiezioni della BCE) e la possibilità di una riduzione più rapida del previsto dei risparmi in eccesso accumulati durante la pandemia.

L'executive board della BCE ha riconosciuto la ripresa dell'inflazione negli ultimi mesi, ma l'ha attribuita principalmente a fattori transitori, mentre le pressioni sui prezzi sottostanti sono rimaste contenute. "Sebbene i funzionari della BCE abbiano notato che l'incorporazione del pacchetto Biden avrebbe un impatto al rialzo sull'inflazione se inclusa nelle prossime proiezioni, le prospettive di inflazione sono rimaste ben al di sotto dell'obiettivo di inflazione del consiglio direttivo", fanno notare gli analisti di Goldman Sachs.



In occasione degli Spring Meeting del Fondo monetario internazionale, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che le prospettive economiche dell'eurozona sono migliorate, ma che rimane una notevole incertezza ed è fondamentale astenersi dal ritirare prematuramente i sostegni dei governi e della Banca centrale. "Sebbene i suoi commenti portassero poche notizie, le sue osservazioni sulla valutazione del rischio sono suonate un po' più ottimistiche rispetto alla conferenza stampa di marzo", sottolinea la banca d'affari americana.

Date le prospettive di una significativa revisione al rialzo delle proiezioni di crescita nella riunione BCE di giugno, Goldman Sachs prevede "che gli acquisti del programma PEPP rallenteranno nuovamente dal terzo trimestre. Ma alla luce delle prospettive di inflazione, prevediamo che l'intera dotazione del PEPP verrà utilizzata entro giugno 2022, con gli acquisti netti mensili di 20 miliardi di euro nell'ambito del programma APP che continueranno fino alla metà del 2023 e decolleranno solo nel 2025".
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