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Alitalia, fonti UE non vedono accordo imminente

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Nessun passo avanti con l'UE sul dossier Alitalia, mentre il governo punta a fare presto per far decollare la newco ITA in tempo per la stagione estiva. Le questioni da dirimere sono molte e la situazione finanziaria della "vecchia" Alitalia sempre più pesante.

Le trattative fra la Commissione europea ed il governo proseguono, ma fonti di Bruxelles confermano che l'accordo non è imminente e che negli ultimi giorni non si sono registrati particolari passi in avanti sui temi chiave - slot, asset, marchio e personale - per la discontinuità economica.

Le fonti europee, chiarendo che non si vede una soluzione entro 48 ore e non è neanche in programma un incontro tra i ministri italiani e la Commissaria Vestager, precisano che la Commissione "non impone diktat ma evidenzia che il modello della compagnia così com'è non funziona, mentre ITA deve poter stare in piedi da sola".

"Il fattore della discontinuità è chiave", aggiungono le fonti, sottolineando "la sofferenza tra i lavoratori è comprensibile, ma se la newco si presentasse con lo stesso numero di dipendenti, si tratterebbe della stessa società, dimostrando continuità con la vecchia compagnia e il suo modello di business che non regge da tempo".


Le affermazioni delle fonti europee arrivano mentre il Governo sta tentando di stringere sul dossier Alitalia, nel tentativo di far partire la nuova compagnia a luglio, in tempo per competere commercialmente nella stagione estiva. Un incontro serale a cinque, con il Premier Mario Draghi ed i Ministri Giorgetti, Giovannini ed Orlando, ha messo sul tavolo tutte le questioni, compresa quella indigesta del marchio, rispetto al quale l'UE chiede discontinuità, ma che per la compagnia ritiene essenziale almeno per il ramo aviation. Una posta che, secondo il Commissario Leogrande, ha un valore di circa 150 milioni.

Poi c'è la spinosa questione occupazionale, rispetto alla quale il Ministro Orlando, in una intervista a Il Messaggero, ha affermato "non vogliamo che Ita diventi una preda" ed "insisteremo per far valere le nostre esigenze, gli interessi del Paese". Il titolare del Lavoro non ha però voluto parlare degli eventuali ammortizzatori sociali ed ha aggiunto "ci sono vari scenari allo studio e vari strumenti che possono essere utilizzati. Ci stiamo lavorando assieme al Mims".

Frattanto, il Commissario Leogrande, ieri, in una audizione al Senato, ha confermato che Alitalia si trova "in una situazione di grossa difficoltà finanziaria" ed in caso di allungamento dei tempi sulla ristrutturazione sarebbero necessari ulteriori ristori. Il Commissario ha anche sottolineato che i 350 milioni di ristori consuntivati per il 2020, stanziati dal Governo con il via libera dell'UE, "non sono ancora pervenuti".

Il Commissario Daniele Santosuosso ha sottolineato che il Piano ITA sarà "da valutare sotto il profilo dell'occupazione" e sotto l'aspetto della sostenibilità, compreso "il numero delle persone funzionali al piano". Se il Piano ITA non fosse sostenibile e non potesse garantire la tutela dell'occupazione "potremmo dover declinare l'offerta", ha aggiunto Santosuosso. "Ci muoveremo - ha ribadito l'altro commissario Gabriele Fava - nella massima tutela dell'occupazione" in relazione alle esigenze operative della nuova compagnia.


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