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Stretta su viaggi, Speranza: "Nostra priorità mettere Paese in sicurezza"

Misure vanno esattamente in questa direzione, ha detto il Ministro della Salute

Economia ·
(Teleborsa) - "In queste ore la nostra priorità non può che essere continuare a impegnarci per mettere in sicurezza il nostro Paese". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo al secondo congresso itinerante di Fnopi sottolineando che "anche le scelte che stiamo facendo in questi giorni, la proroga dello stato di emergenza, le misure restrittive sui viaggi internazionali vanno esattamente in questa direzione".




Insieme al decreto approvato dal Consiglio dei ministri sulla proroga dello stato di emergenza, il 14 dicembre, Speranza ha firmato una nuova ordinanza che impone una stretta ai viaggi, in particolare agli arrivi dai Paesi dell'Unione Europea. Per entrare nel nostro Paese dai Paesi europei servirà un test molecolare per mezzo di tampone effettuato nelle 48 ore prima dell'ingresso nel territorio nazionale, oppure un test antigenico con tampone nelle 24 ore precedenti l'ingresso in Italia.

"E' il tentativo - prosegue Speranza - di continuare a tenere un alto livello di sorveglianza e di assistenza, proprio per evitare che i numeri del contagio e le ospedalizzazioni possano crescere in maniera troppo significativa".

Intervenendo sulla questione pandemia e sulle ulteriori misure restrittive adottate da governo italiano per chi rientra anche da paesi UE, durante il Consiglio europeo in corso oggi a Bruxelles, il Presidente del PE David Sassoli, ha sottolineato la necessità di coordinare le azioni. "Noi siamo molto soddisfatti di aver varato il Green Pass in tempo record. Nello stesso tempo siamo convinti che tutte le azioni andrebbero coordinate". Sulle misure scelte unilateralmente da singoli Paesi Ue per arginare i contagi, Sassoli ha ammesso: "Anche questo fa parte di una Ue che non ha capacità di affrontare con tempestività le questioni che il Covid ci sottopone".

"Spero che sulle restrizioni ai viaggi avremo un approccio coordinato a livello europeo. E' ciò che ci serve. E' l'Ue che deve coordinare le reazioni in situazioni come queste e credo che siamo vicini ad un accordo". Così il Premier sloveno Janez Jansa arrivando al Consiglio europeo. La Slovenia è presidente di turno dell'Ue.



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