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Inflazione, de Guindos (BCE): azione risoluta per evitare effetti secondari

Finanza ·
(Teleborsa) - "La politica monetaria deve essere incentrata sulla stabilità dei prezzi e sul raggiungimento del nostro obiettivo di inflazione a medio termine. Un'azione risoluta è essenziale per mantenere ancorate le aspettative di inflazione, il che di per sé contribuisce a garantire la stabilità dei prezzi ed evita effetti di secondo impatto sull'inflazione. La principale risorsa di cui dispongono le banche centrali è la credibilità e questa risorsa diventa ancora più importante in tempi di elevata incertezza". Lo ha dichiarato il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, intervenendo alla conferenza annuale del CIRSF (Research Centre on Regulation and Supervision of the Financial Sector).

L'economista spagnolo ha ammesso che l'Eurozona non si trova in un classico episodio di surriscaldamento guidato dalla domanda e che l'energia rimane il motore dominante dell'aumento dell'inflazione e del rallentamento della crescita, ma ha sottolineato che "all'attuale basso livello dei tassi di interesse, la politica monetaria è ancora accomodante, sostenendo così la domanda e, in ultima analisi, contribuendo anche alle pressioni sui prezzi".

Con l'inflazione a livelli record, un orientamento di politica monetaria così accomodante "non è più appropriato" e Francoforte deve "garantire che le aspettative di inflazione rimangano ben ancorate fino al superamento degli shock attuali". Va letta in questo contesto la decisione della settimana scorsa di aumentare i tassi di interesse di 75 punti base. "Questo importante passo ha anticipato la transizione da un livello altamente accomodante dei tassi ufficiali verso livelli che garantiranno il ritorno dell'inflazione al nostro obiettivo di medio termine del 2%", ha detto de Guindos.



Guardando ai prossimi meeting, il vicepresidente della BCE ha evidenziato che le future decisioni sui tassi ufficiali continueranno a dipendere dai dati e seguiranno un approccio riunione per riunione. "È importante evitare effetti di secondo impatto, come il rischio di un persistente spostamento al rialzo delle aspettative di inflazione", ha aggiunto.

La politica monetaria da dola non è comunque sufficiente. "Le azioni complementari di politica fiscale e monetaria nei rispettivi ambiti di responsabilità si sono rivelate efficaci durante la pandemia e continuano a essere essenziali nell'affrontare l'attuale shock inflazionistico - ha spiegato - Ma ora la portata e la natura delle misure fiscali dovrebbero essere diverse. Le misure devono essere mirate, selettive e mirate alle imprese e alle famiglie più vulnerabili, che sono le più colpite dagli elevati livelli di inflazione. La politica fiscale deve essere concepita in modo da non generare effetti inflazionistici".
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