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Intesa Sanpaolo, Gros-Pietro: "Imprese italiane resilienti grazie a maggior competitività"

Il presidente di Intesa Sanpaolo: "Sfida è investire su transizione energetica e digitale"

Economia
Intesa Sanpaolo, Gros-Pietro: "Imprese italiane resilienti grazie a maggior competitività"
(Teleborsa) - "L'economia italiana e l'industria, in particolare, si sono mostrate estremamente resilienti alle sfide derivanti dalla pandemia e dal conflitto in Ucraina. In un contesto operativo estremamente complesso, caratterizzato da scarsità di input produttivi e da irregolarità e ritardi nel funzionamento delle catene globali del valore, già a fine 2021 l'Italia era riuscita a recuperare interamente i livelli produttivi del 2019, a fronte di un ritardo ancora marcato per Francia, Germania e Spagna". Lo ha sottolineato nel suo intervento all'assemblea Ucimu Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo. "Questa resilienza – ha proseguito – è frutto di un tessuto produttivo che, nel tempo, ha saputo trasformarsi guadagnando competitività. Negli anni successivi alla grande recessione del 2008 e alla crisi del debito sovrano europeo innescatasi nel 2010 l'industria italiana ha avviato un processo di ristrutturazione che ha permesso di far emergere un nocciolo duro di imprese più forti e dinamiche, in grado di competere al meglio a livello internazionale. La chiave sono stati gli investimenti, decollati a partire soprattutto dall'introduzione del super e dell'iper-ammortamento".

"Rafforzate sul piano competitivo, e in un contesto di persistente debolezza del mercato interno, le imprese – ha detto Gros-Pietro – hanno potuto accelerare sulla leva dell'internazionalizzazione, in tutte le sue forme. Anche nel 2022, pur a fronte di un contesto operativo teso, si è osservata una buona capacità di tenuta dell'export italiano di beni manufatti, +9,8% a prezzi correnti, +2,6% a prezzi costanti, con performance eccellenti sui mercati extra-europei, in particolare negli Stati Uniti. Gli ottimi risultati di export hanno sostenuto anche la performance di fatturato dell'industria manifatturiera italiana, che ha registrato un +2,6% a prezzi costanti, nella media del 2022 e un +15,2% a prezzi correnti, superando i 1160 miliardi di euro. Il radicamento sui mercati esteri è stato accompagnato da piani di sviluppo via via più articolati, che hanno pagato sia in termini di crescita dimensionale delle imprese sia in termini di marginalità e redditività industriale".

"Il manifatturiero italiano – ha aggiunto il presidente di Intesa Sanpaolo – appare rafforzato rispetto al passato e sembra disporre al proprio interno delle risorse necessarie per affrontare le sfide del prossimo futuro. La chiave sta negli investimenti, in particolare quelli necessari sulle due sfide principali, vale a dire la transizione energetica, per la quale l'Italia dovrà puntare al raddoppio della capacità installata di fonti rinnovabili entro il 2030, e la digitalizzazione, necessaria per realizzare quel salto di produttività che consentirebbe al Paese di posizionarsi su un sentiero di crescita del PIL strutturalmente più elevato. Buona parte dell'industria italiana ha già iniziato da tempo a investire sulla transizione energetica e sulla digitalizzazione e ha inoltre iniziato a puntare crescenti risorse sulla ricerca di fornitori più vicini e affidabili, per poter contare su una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime e di altri input cruciali per i processi produttivi. L'Italia, più di altri competitor europei, è riuscita a preservare al suo interno una base produttiva manifatturiera ampia e diversificata, potenzialmente in grado di agganciare più rapidamente il crescente fenomeno del reshoring. Se la tendenza alla prossimità si dovesse consolidare e rafforzare, l'industria italiana dovrà investire nell'ampliamento della base produttiva sul territorio nazionale o nei Paesi del bacino Euromediterraneo, investendo in nuova capacità".

"Il Pnrr rappresenta la più grande opportunità per realizzare un vero rilancio dell'economia italiana e avviare un percorso di crescita sostenibile di trasformazione strutturale. Intesa Sanpaolo, prima banca italiana e tra le maggiori in Europa, vuole avere il ruolo di 'cinghia di trasmissione' del Pnrr, anticipando le esigenze finanziarie delle imprese, attraendo risorse verso l'economia reale, mettendo in connessione i grandi progetti con il tessuto economico-produttivo italiano – ha sottolineato Gros-Pietro –. Come Intesa Sanpaolo – ha ricordato – abbiamo raddoppiato le risorse del Pnrr, mettendo a disposizione di imprese e famiglie 410 miliardi di euro in finanziamenti a medio e lungo termine, 270 dei quali esclusivamente dedicati imprese. Sulla transizione energetica abbiamo impegnato 76 miliardi, risorse a cui affianchiamo servizi di consulenza e formazione per imprenditori e manager. Tutti i nostri finanziamenti e investimenti verranno valutati in chiave Esg, adottando i principi della sostenibilità ambientale e dell'economia circolare, dell'impatto sociale e della buona governance. Sull'innovazione tecnologica e la digitalizzazione abbiamo un ruolo di capofila in Italia, perché su questo fronte andremo a investire direttamente come Gruppo 5 miliardi di euro nell'arco del nostro Piano d'Impresa 2022-2025, in particolare nel cloud, nell'intelligenza artificiale, nella cyber-sicurezza e nella nuova banca digitale Isybank. Tali investenti ci consentiranno di agire non solo come banca sistemica ma anche come vera e propria tech company a servizio del Paese. Guardiamo lontano agendo nel e per il cambiamento, per essere a prova di futuro".
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