(Teleborsa) - "Un risultato fino a pochi giorni fa inimmaginabile raggiunto solo grazie al lavoro del Governo italiano che ha consentito di ripristinare, anzi aumentare, con una proposta della Commissione al momento sintetizzata in una lettera a firma della Presidente Von Der Leyen, le risorse europee destinate agli agricoltori". È quanto dichiara
Luigi Scordamaglia amministratore delegato di Filiera Italia. Per quanto riguarda la Politica Agricola Comune (PAC), – spiega Filiera Italia in una nota – un importo di 45 miliardi di euro viene aggiunto ai 297,3 miliardi di euro direttamente destinati alla PAC, a cui si aggiungono 48,7 miliardi di euro del Fondo rurale, che viene aperto agli agricoltori (inizialmente esclusi), e 6,3 miliardi di euro nei fondi per le crisi. Inoltre, verrebbe concessa maggiore flessibilità agli Stati membri all'interno del loro piano nazionale per la gestione delle crisi. In totale, questo porta fino a 400 miliardi di euro in valori correnti, cioè 13 miliardi in più rispetto all'attuale importo della PAC.
Secondo
Scordamaglia sono
tre le priorità da perseguire a livello europeo per consolidare tale risultato. "Primo, trasformare una semplice lettera di impegno in un testo legale blindato ed immodificabile che ci garantisca rispetto ad una Von Der Leyen che ci ha abituati in passato a frequenti giravolte. In secondo luogo, a questo primo stadio delle negoziazioni del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), nella lettera della Commissione, i suddetti 45 miliardi e 48,7 miliardi sono opzioni offerte agli Stati membri per preservare (anzi aumentare leggermente) i finanziamenti PAC per i propri agricoltori, e non un obbligo di mobilitare tali risorse (che il Governo italiano ha già annunciato di voler destinare ai propri agricoltori). Nel prosieguo della discussione quindi bisognerà ridurre il più possibile tale discrezionalità e legare sempre più indissolubilmente tali fondi alla pac. Infine, bisognerà poi lavorare per garantire che il quadro generale di performance a cui sono sottoposti i piani nazionali (con valutazione ex post insindacabile della Commissione basato in maniera inaccettabile solo su indicatori ambientali) non si applichi alla PAC, ma che venga definito un quadro agricolo specifico (con indicatori anche socio-economici)".
"Insomma – commenta
Scordamaglia – bisognerà lavorare, a partire da questo fino a pochi giorni fa impensabile risultato tutto italiano, su una tecnocrazia comunitaria, in passato refrattaria, per ottenere certezze normative e regole applicative che non consentano alla Von der Leyen di riprendersi con una mano quanto dato con l'altra. Altrettanto fondamentale l'annunciata accettazione – la cui formalizzazione dovrebbe avvenire a breve – da parte della Commissione della richiesta italiana, avanzata da sempre da Filiera Italia e Coldiretti, di azzerare da subito la tassa all'importazione dei fertilizzanti che sta portando sin dai primi giorni del 2026 ad un'esplosione di tali costi per gli agricoltori"