(Teleborsa) - La
presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sarà sabato 17 gennaio in Paraguay per firmare l'accordo commerciale tra l'Ue e i Paesi sudamericani del Mercosur a cui i 27 hanno dato il via libera nonostante il no dell'Irlanda, della Francia, della Polonia, dell'Austria e dell'Ungheria. La data era stata annunciata venerdì dal ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, dopo il via libera al testo espresso dai Paesi Ue a maggioranza. In tema di commercio, per la presidente, il via libera all'accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur è il "segnale che, in questi tempi, è possibile fare affidamento gli uni sugli altri e avere un partenariato su un piano di parità, che rappresenta una vera situazione vantaggiosa per entrambe le parti".
Dopo oltre un quarto di secolo, l'Ue si prepara, dunque, alla firma definitiva dell'
accordo commerciale con il Mercosur che comprende
Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile per un mercato di oltre 700 milioni di persone. La maggioranza qualificata dei Paesi Ue ha sostenuto la ratifica dell'intesa di libero scambio, concepita per la prima volta a giugno 1999: cinque governi hanno votato contro l'intesa (Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda) mentre il Belgio si è astenuto. Il partenariato eliminerà i
dazi all'importazione sul 91% delle esportazioni continentali verso il Sud America: auto, macchinari, apparecchiature per la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, tessili, cioccolato, alcolici, vino. Stessa sorte per il 92% delle esportazioni del Mercosur verso l'Ue, tra cui carne bovina, pollame e zucchero. Nelle previsioni di Bruxelles,
l'export europeo agroalimentare verso la regione aumenterà del 50%, eliminando tariffe che oggi arrivano fino al 55% su alcuni prodotti (sono al 35% sui ricambi di auto, al 20% sui macchinari, al 18% sulla chimica). E i risparmi per le imprese Ue sono stimati in oltre 4 miliardi di dollari all'anno.
L'intesa proteggerà oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell'Ue, riconosciuti come indicazioni geografiche: si tratta del numero più elevato delle Ig europee – che comprendono Dop e Igp – mai tutelate in un accordo commerciale siglato dall'Ue. Tra queste, 57 sono le indicazioni geografiche italiane protette: dal Prosecco al Chianti, dall'Asiago, passando per Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano e il pomodoro S. Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino.
L'impatto sui rapporti con l'Italia è significativo: Bruxelles ricorda come quasi 1 milione di posti di lavoro italiani dipende dalle esportazioni nel Mercosur e più di 8mila imprese italiane esportano nei Paesi parte dell'organizzazione latinoamericana. Secondo le stime Ue, le esportazioni italiane di servizi verso il Mercosur hanno un valore di 1,9 miliardi di euro all'anno. Ma per Confagricoltura "l'accordo, nella sua forma attuale, rischia di consolidare un'evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Questa genera di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività. Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distintivi".
Proseguono, intanto, le
proteste dalla Spagna all'Irlanda, alla Francia dove gli agricoltori che protestano contro l'accordo commerciale Ue-Mercosur hanno bloccato stamattina un deposito petrolifero a La Rochelle, sulla costa occidentale della Francia, e dei silos di grano a Bayonne, nel sud-ovest. Nel fine settimana, la protesta contro l'accordo ha istituito un blocco stradale attorno al porto di Le Havre, in Normandia, nel nord-ovest del paese. La tendenza della protesta contro l'imminente firma dell'accordo fra l'Ue e i paesi sudamericani del Mercosur sembra nelle ultime ore quella di bloccare le città portuali. Stamattina muri di balle di fieno sono stati eretti davanti alle installazioni petrolifere del proto industriale di La Pallice, vicino a La Rochelle, con una trentina di trattori presenti e una sessantina di manifestanti del Coordinamento rurale. Altri manifestanti hanno annunciato il blocco del sito cerealicolo Maisica, al porto di Bayonne, nonostante i divieti delle forze dell'ordine che non hanno impedito a una trentina di trattori di bloccare gli ingressi.