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Filiera legno-arredo: fatturato a 52,2 miliardi di euro con +1,3% sul '24

Export stabile: riprende la Germania, Usa arrancano sotto il peso dei dazi. Feltrin: "Presidiare i mercati anche quando in difficoltà è la strategia giusta per la tenuta del settore"

Economia
Filiera legno-arredo: fatturato a 52,2 miliardi di euro con +1,3% sul '24
(Teleborsa) - Pur in un quadro macroeconomico ancora caratterizzato da incertezza, che diventa di fatto un dazio occulto che pesa sulle nostre imprese, la filiera legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione pari a 52,2 miliardi di euro, registrando una crescita dell'1,3% rispetto al 2024. A contribuire a un risultato parzialmente inaspettato, spicca l'andamento del mercato interno che, riuscendo a compensare il progressivo ridimensionamento di alcuni incentivi fiscali legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, con una maggior spinta del non residenziale, cresce dell'1,8%, raggiungendo i 32,9 miliardi di euro. Stabili le esportazioni (+0,4%) che si attestano a 19,3 miliardi di euro (37% del totale) pur mostrando segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti. Di contro qualche segnale di miglioramento e ripresa arriva dalla Germania. Questa la fotografia scattata dai Preconsuntivi 2025 elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo e presentati in occasione della conferenza stampa di lancio del Salone del Mobile.Milano di aprile, che si conferma appuntamento chiave per l'intera filiera.

"Dati che – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – certificano come la nostra filiera e tutto il sistema industriale che esprimiamo, pur alle prese con un contesto articolato, complesso e incerto, abbia saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta. Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravederci dei segnali incoraggianti su cui, anche come Federazione, abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende".

Il macrosistema arredamento raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro, in sostanziale stabilità (+0,6%) sul 2024. La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, +2,1%) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, -0,8%), che continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo.

Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce del 2%, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi di euro. Il dato però è determinato in parte dall'andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, +3,8%). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un +1,5%.

MERCATI ESTERI

"Per quanto riguarda i mercati esteri – aggiunge Feltrin – il nostro Centro Studi sui dati aggiornati ad ottobre '25 evidenzia nel complesso un andamento di sostanziale tenuta, con un valore stimato pari a 19,3 miliardi di euro (+0,4%), confermando il peso strategico dell'export sui risultati del settore. Di particolare interesse nella top 10 la Germania che nei primi dieci mesi 2025 torna con un segno positivo (1,7 miliardi; +1%) mentre si registra ancora la debolezza della Francia (2,5 miliardi; -1,3%) che dopo il biennio '21-'22 di forte espansione, rallenta nonostante un lieve recupero negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti segnano un -2,5% (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall'anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi; riassorbito a luglio (quando la variazione percentuale cumulata era ancora positiva +0,3%), mentre nei mesi successivi le esportazioni sono fortemente rallentate, particolarmente ad agosto e in ottobre".

Di contro, emergono tendenze positive verso alcuni mercati europei ed extraeuropei, che contribuiscono a compensare parzialmente la flessione delle destinazioni tradizionali. Tra i Paesi con le migliori performance in termini di incremento in valore delle esportazioni figurano Regno Unito (+4,2%) Paesi Bassi (+8,5%) e Spagna ( +2,3%) che raggiunge il quinto posto della Top 10 tra i mercati di destinazione, superando la Svizzera. In crescita anche mercati come Emirati Arabi Uniti (+3,9%) a conferma di una progressiva diversificazione geografica delle vendite all'estero.

"Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un export che mantiene un ruolo centrale per la filiera, ma che richiede alle imprese maggiore capacità di adattamento, presidio dei mercati e diversificazione, in uno scenario internazionale caratterizzato da elevata volatilità. In questo contesto – precisa Feltrin –credo che le nostre imprese abbiano saputo dare il massimo, riuscendo a mantenere il presidio anche su quei mercati momentaneamente in difficoltà, senza mai abbandonarli e cogliendo immediatamente i segnali della ripartenza, come sta accadendo nel mercato tedesco e inglese. Oserei dire che siamo stati bravi nel diversificare, e che presidiare nei momenti più critici si è rivelato un atteggiamento premiante. A maggior ragione il Salone del Mobile.Milano si conferma piattaforma strategica per il posizionamento internazionale della filiera, luogo privilegiato per incontrare buyer, operatori e progettisti da tutto il mondo, e per rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati globali, offrendo loro un'opportunità concreta per consolidare il posizionamento, intercettare nuovi interlocutori e presentarsi ai mercati emergenti".

E intanto prosegue l'avanzata della Cina, che sta guadagnando quote di mercato sia in Italia che in Europa. "Basti pensare – evidenzia Feltrin – che per quanto riguarda il macrosistema arredamento, dopo un secondo semestre 2024 in forte crescita, anche i primi dieci mesi del 2025 confermano il trend: +3,7% in Europa, -0,3% in Italia. Di contro, l'import totale flette del 7,7%, a vantaggio della quota dalla Cina, che rafforza progressivamente la propria posizione competitiva nel mercato europeo, in un contesto di crescente pressione sulle esportazioni italiane". Ed è proprio su questo aspetto che torna il presidente Feltrin, lanciando un appello affinché "vengano effettuati maggiori controlli alle merci in entrata nel nostro mercato, al fine di evitare la concorrenza sleale da parte di quei Paesi che producono senza rispettare le regole a cui sono sottoposti i produttori europei. Lancio una provocazione: anziché pensare solo ai dazi, iniziamo a pensare anche a controlli severi per materiali e merci in entrata: verificare solo l'1% del flusso non è certo una barriera sufficiente per tutelarci da chi non deve presentare certificazioni, non ha regole di sostenibilità cui attenersi e che non eccelle sul tema della sicurezza per il consumatore. Così sarà sempre una lotta impari".

CUCINE

Nel 2025 il comparto cucine registra un fatturato alla produzione pari a 3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il 2024 (+0,5%), confermando un quadro di stabilità complessiva dopo il triennio di forte crescita che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico. La produzione destinata al mercato italiano cresce del +3,4% (2 miliardi); di segno opposto le esportazioni (1 miliardo), che registrano una flessione del -5%, dopo anni di espansione particolarmente sostenuta. Il rallentamento dell'export interessa in particolare alcuni mercati chiave, tra cui Stati Uniti e Francia, mentre emergono segnali più dinamici da parte di Paesi come Emirati Arabi Uniti e Spagna.

ARREDOBAGNO

Nel 2025 il sistema arredobagno registra un fatturato alla produzione di 4,3 miliardi di euro, con una crescita del +1,5% rispetto al 2024, confermando una buona tenuta complessiva. L'andamento positivo è sostenuto principalmente dal mercato interno che cresce del +2,2%, mentre le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,5%), sfiorando 1,7 miliardi di euro, con una quota export che si attesta attorno al 40% del valore complessivo. Si evidenziano segnali di recupero dalla Germania, primo Paese di destinazione.




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