(Teleborsa) - Secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, il colosso cinese
Sinochem starebbe studiando l'emissione di un
prestito obbligazionario convertibile su una quota compresa tra il 10% e il 15% del capitale di
Pirelli. Questa mossa comporterebbe una discesa della partecipazione di Sinochem dall'attuale livello a un range tra il 24,1% e il 19,1%.
L'operazione avrebbe una
valenza strategica fondamentale: permetterebbe al socio cinese di scendere sotto la
soglia di maggioranza relativa, finendo al di sotto del 25,3% detenuto da Camfin. L'obiettivo principale è ridurre l'influenza su Pirelli per aggirare le restrizioni imposte dagli
Stati Uniti, mantenendo però la possibilità di rientrare in possesso dei titoli alla scadenza del bond, in uno scenario futuro di minori tensioni diplomatiche tra USA e Cina.
Per gestire il potenziale collocamento, Sinochem avrebbe già invitato 4-5 banche d'affari, tra cui UBS, Rothschild, Société Générale e BNP. Lo scenario è considerato plausibile, a patto che l'amministrazione statunitense accetti la manovra come conforme alla legislazione che vieta l'uso di software forniti da aziende con rilevanti
azionisti cinesi. Nel caso di Pirelli, la questione riguarda direttamente il business "
cyber tyre", e la conformità alle norme deve essere dimostrata entro la scadenza del 17 marzo.
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