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USA, PMI Manifattura febbraio in calo oltre le attese a 51,9 punti

Economia, Macroeconomia
USA, PMI Manifattura febbraio in calo oltre le attese a 51,9 punti
(Teleborsa) - Cala l'attività manifatturiera degli Stati Uniti così come quella dei servizi. La stima flash sull'indice PMI manifatturiero di febbraio 2026 elaborato da S&P indica, infatti, un livello di 51,2 punti che si confronta con i 52,4 punti del mese precedente e del consensus. Il dato si mantiene dunque sopra la soglia critica dei 50 punti, oltre la quale l'economia è in crescita.

Nello stesso periodo il PMI dei servizi è atteso a 52,3 punti, in calo rispetto al mese precedente (52,7) ed al di sotto del consensus (53 punti). Il PMI composito si attesta così a 52,3 punti dai 53 di dicembre.

"Una combinazione di indebolimento della domanda, prezzi elevati e condizioni meteorologiche avverse ha contribuito a frenare l'attività economica nel mese di febbraio, determinando l'espansione della produzione più lenta degli ultimi dieci mesi. La crescita della domanda da parte dei clienti si è attenuata, con un calo degli ordini persino nel settore industriale, riducendo la crescita dell'occupazione a un ritmo lentissimo sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi", ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist at S&P
Global Market Intelligence.

"I dati PMI registrati finora quest'anno indicano una crescita del PIL a un tasso annualizzato di appena l'1,5%, segnalando un marcato raffreddamento dell'economia nel primo trimestre rispetto ai robusti tassi di crescita visti nella seconda metà dello scorso anno – ha aggiunto –. Le aziende suggeriscono che almeno una parte di questo rallentamento potrebbe rivelarsi temporanea, in parte con il superamento delle condizioni meteorologiche estreme, tanto che a febbraio le aspettative di crescita aziendale sono salite drasticamente ai massimi da poco più di un anno. Tuttavia, la fiducia rimane complessivamente sottotono, poiché le imprese temono il contesto politico e l'impatto di misure come i dazi; questi ultimi sono stati ancora una volta indicati come responsabili di diffusi aumenti dei prezzi che, a loro volta, colpiscono il potere d'acquisto e limitano la crescita delle vendite per molte attività".

(Foto: Mylo Kaye su Unsplash)
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