(Teleborsa) - In occasione della disamina dei dati preconsuntivi al 31 dicembre 2025, il Cda di
TIM ha approvato l’aggiornamento del
budget e della
guidance per il 2026,
confermando i trend di crescita previsti negli obiettivi già presentati al mercato per l’esercizio.
Per il 2026 la telco guidata dall'Ad Pietro Labriola prevede
Ricavi di Gruppo in crescita tra 2 e 3% da 13,7 miliardi di euro nel 2025. Per
TIM Domestic i ricavi sono attesi in crescita tra 1 e 2% da 9,5 miliardi dello scorso esercizio.
L'
EBITDA After Lease di Gruppo è stimato in aumento tra 5 e 6% da 3,7 miliardi del 2025 e quello relativo a
TIM Domestic in crescita di circa il 4% da 2 miliardi del 2025.
I
Capex di Gruppo sono previsti inferiori al 14% dei ricavi nel 2026, mentre quelli relativi a TIM Domestic a circa il 12% dei ricavi.
L'
Equity Free Cash Flow After Lease dovrebbe attestarsi a circa 1,8 miliardi nel 2026, comprensivo del risarcimento relativo al Canone concessorio 1998. A riguardo la società ha ricordato che la sentenza della Corte di Cassazione del 19 dicembre 2025 ha confermato la restituzione del canone concessorio relativo al 1998, con un risarcimento per il Gruppo TIM di circa 1 miliardo di euro, e la rilevazione a conto economico di proventi non ricorrenti, senza effetti sulla posizione finanziaria netta del 2025. L’impatto positivo sulla posizione finanziaria netta è previsto nel 2026.
Il management ha inoltre previsto una riduzione organica dell’indebitamento di Gruppo, con un
rapporto Debito netto After Lease/EBITDA After Lease inferiore a 1,7x nel 2026, che rappresenta un
livello 'best in class' fra i peers europei.
Nel corso dell’esercizio, TIM intende riconoscere agli azionisti, mediante
buyback, una
remunerazione pari a circa il 50% del valore atteso dalla cessione di Sparkle, subordinatamente al closing, previsto nel secondo trimestre 2026, nonché all’efficacia della
riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle
azioni di risparmio, già approvate dalle Assemblee dei Soci dello scorso 28 gennaio.
In particolare, il Consiglio ha deciso di proporre all’Assemblea degli Azionisti del prossimo 15 aprile un
programma di acquisto di azioni proprie (buyback) fino a un
massimo di 400 milioni di euro e per massime 700.000.000 azioni ordinarie, corrispondenti a circa il
3,3% del capitale sociale. Il riacquisto potrà essere in parte a servizio dei piani di remunerazione e incentivazione azionaria.
Inoltre, il Cda ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti del prossimo 15 aprile un
raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di
1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti. L’operazione è subordinata all’efficacia della
riduzione volontaria del capitale sociale e alla
conversione delle azioni di risparmio. Il raggruppamento azionario permetterà di
ridurre la volatilità sul titolo, anche attraendo nuove classi di investitori e, assieme alla conversione delle azioni di risparmio, di avere una
struttura di capitale più snella ed efficiente.
Per l’esercizio 2026, il Gruppo
conferma la guidance di remunerazione dei propri azionisti, con un importo pari a circa il
70% dell’Equity Free Cash Flow After Lease generato, al netto dell’impatto del risarcimento relativo al Canone concessorio 1998 e dei dividendi di pertinenza delle minoranze di TIM Brasil, da distribuire a valle dell’Assemblea di Bilancio prevista nel secondo trimestre del 2027.
Nel
secondo semestre dell’anno, TIM organizzerà un
Capital Markets Day per illustrare al mercato il
nuovo piano industriale che intende adottare a valle della conversione delle azioni di risparmio e alla luce dei principali dossier industriali in corso di valutazione, compresa la definizione del perimetro di
sinergie con Poste Italiane.