(Teleborsa) - La
maggioranza ha trovato
un'intesa sulla nuova legge elettorale, affermando che ha
l'obiettivo di garantire stabilità al Paese, tanto che qualcuno l'ha ribattezzata "Stabilicum".
La nuova legge elettorale
rottama definitivamente i vecchi
collegi uninominali del Rosatellum e
torna al sistema proporzionale, ma garantendo alla
coalizione che supera il 40% un premio di maggioranza equivalente a
70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Fra il 35% ed il 40% è invece previsto il ballottaggio. Il
candidato Premier potrà essere indicato sul programma da presentare al Viminale, ma
non più sulla scheda elettorale, e non sono previste le preferenze.
Il
centrodestra la definisce una
riforma "chiara, coerente" e "fedele al consenso elettorale", ma allo stesso tempo in grado anche di
"garantire la formazione di maggioranze" stabili di governo. "Il modello prescelto si fonda su un impianto proporzionale su collegi plurinominali, idoneo a riflettere in modo equilibrato la distribuzione del consenso tra le diverse forze politiche" - si sottolinea - a cui "si affianca un meccanismo di premio di governabilità, concepito non come alterazione arbitraria del risultato elettorale, ma come correttivo limitato e predeterminato, attivato esclusivamente al ricorrere di condizioni oggettive di consenso".
Parere contrario dal
centrosinistra, che accusa il governo di
preoccuparsi solo di garantire se stesso. "La loro priorità oggi, la loro unica preoccupazione, è solo quella di garantire se stessi, cambiando la legge elettorale in modo
irricevibile", affermano i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Senato e Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti. Per la segretaria Pd
Elly Schlein, invece, la nuova legge elettorale ha "
elementi che sarebbero per noi inaccettabili" e "questa accelerazione è frutto della preoccupazione per l'esito referendario".
Frattanto, secondo una
simulazione di Youtrend, la nuova legge elettorale così concepita porterebbe a risultati molto diversi rispetto al "Rosatellum", attualmente in vigore, assicurando
al centrodestra una maggioranza del 57%, 228 seggi alla Camera e 113 seggi al Senato, mentre
con il sistema attualmente in vigore e con le più probabili coalizioni (Centrodestra contro Campo Largo, senza Futuro Nazionale e Azione),
nessuna coalizione raggiungerebbe la maggioranza (alla Camera 186 seggi al centrodestra e 192 al centrosinistra sui 400 complessivi; al Senato 96 seggi al centrodestra 95 al centrosinistra sui 205 complessivi), riportando il Paese nell'ingovernabilità.