(Teleborsa) - Il
PIL (prodotto interno lordo) del
quarto trimestre del 2025, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è
aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2024. Lo riporta l'
Istat confermando pertanto le stime preliminari rilasciata a gennaio scorso. Il PIL del quarto trimestre inoltre risulta in aumento rispetto ai dati del terzo trimestre (+0,1% su base congiunturale e +0,6% su base tendenziale).
Il quarto trimestre del 2025 ha avuto due
giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2024.
La
variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.
In termini
congiunturali, si registra la crescita dei due principali aggregati della domanda interna, più debole per i
consumi finali nazionali (+0,1%) e più sostenuta per gli
investimenti fissi lordi (+0,9%). Per contro, con riferimento alla domanda estera, si stima un
calo delle esportazioni dell’1,2% e un
aumento delle importazioni dell’1,0%.
La
domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,1 punti i consumi finali di famiglie, ISP e amministrazioni pubbliche (AP) e +0,2 punti gli investimenti fissi lordi. Per contro, il contributo della
domanda estera netta alla variazione del Pil è risultato negativo per 0,7 punti percentuali, mentre la variazione delle scorte ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali.
Dal lato dell’
offerta, si registrano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi: +0,2% nell’agricoltura, +0,8% nell’industria e +0,1% nei servizi.
Con riferimento al
mercato del lavoro, sono risultate stabili le ore lavorate e le unità di lavoro, mentre i redditi da lavoro dipendente pro-capite sono cresciuti dello 0,5%.