(Teleborsa) - I dati relativi al quarto trimestre 2025 delineano un
mercato del lavoro caratterizzato da segnali di consolidamento strutturale e da un miglioramento della qualità contrattuale. Secondo l'ultimo report pubblicato da Istat, il numero di
occupati ha raggiunto quota
24 milioni 121 mila unità, registrando una crescita congiunturale dello 0,2%. Questo incremento è stato trainato principalmente dall'aumento dei
dipendenti a tempo indeterminato, cresciuti di 76 mila unità, e degli indipendenti, che hanno ampiamente compensato la significativa flessione dei contratti a tempo determinato, calati di 60 mila unità nello stesso periodo.
Il quadro statistico evidenzia una decisa
riduzione del numero di disoccupati, che sono diminuiti di 84 mila unità in soli tre mesi, portando il
tasso di disoccupazione al 5,6%. Parallelamente, il
tasso di occupazione è rimasto stabile al
62,5%, mentre si è registrato un lieve aumento del
tasso di inattività, salito al
33,7%. Le stime provvisorie di gennaio 2026 confermano la tendenza positiva, con un ulteriore incremento degli occupati e una nuova diminuzione del tasso di disoccupazione, che scende di altri 0,4 punti percentuali.
Dal lato delle
imprese, le posizioni lavorative dipendenti sono cresciute dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% su base annua. Sebbene le
ore lavorate per dipendente abbiano subito una lieve flessione congiunturale, il confronto tendenziale rimane positivo, supportato anche da un minor ricorso alla cassa integrazione, scesa a 7,8 ore ogni mille lavorate. Il
costo del lavoro per unità di lavoro equivalente ha registrato un aumento annuo del 2,9%, spinto sia dalle componenti retributive che dal rialzo dei contributi sociali.
Nella
media dell'intero 2025, l'occupazione in Italia è aumentata di 185 mila unità, con un tasso di occupazione medio salito al 62,5%. Questo risultato annuale si associa a una contrazione complessiva sia dei disoccupati che degli inattivi, confermando una fase di resilienza dell'input di lavoro nonostante il contesto economico generale veda una crescita del Pil contenuta allo 0,8% su base annua.