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e-cigarettes: mercato illegale vale 6,6 miliardi, il 90% arriva dalla Cina

Un danno per i concorrenti che operano legalmente e per gli Stati che registrano ammanchi fiscali enormi

Economia
e-cigarettes: mercato illegale vale 6,6 miliardi, il 90% arriva dalla Cina
(Teleborsa) - Quello delle e-cigarettes è un mercato in forte crescita, che si presta però a notevoli problemi di contrabbando e traffici illegali, a danno in primis della concorrenza che opera legalmente e degli Stati, che si vedono sottratti milioni di euro di tasse a causa di un commercio che spesso transita sottotraccia. Ecco perché servono in Europa regole uniformi sotto ogni punto di vista. E' quanto emerge da uno studio del Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS.

Dal lavoro emerge che il 48% delle e-cigarettes che circolano sul mercato europeo arriva da fonti irregolari - mercato grigio e nero rappresentati da prodotti che violano le normative fiscali, i requisiti di etichettatura, le norme di omologazione e così via - formando un mercato parallelo che ha un valore attuale di 6,6 miliardi di euro ed una crescita prevista fino a 10,8 miliardi di euro entro il 2030. Il 90% di questi prodotti arriva dalla Cina, il 35% fa riferimento al commercio illegale, il 13% è rappresentato da importazioni private.

''Per la prima volta siamo riusciti a mappare il mercato sommerso delle sigarette elettroniche in Europa, sulla base di analisi commerciali e della catena di approvvigionamento, statistiche doganali e segmentazione del mercato", spiega Uwe Veres-Homm, responsabile dell'analisi dei rischi e della localizzazione presso il Fraunhofer IIS.

"Quello che sembra un traffico innocuo costituisce in realtà un mercato sommerso del valore di miliardi", sottolinea Rico Back, managing partner di SKR AG, che ha commissionato lo studio.

La diffusione del mercato irregolare delle e-cig genera anche un danno economico notevole per gli Stati membri e per l’Unione Europea, sotto forma di entrate fiscali perse, oltre a fare concorrenza sleale ai produttori e rivenditori che operano nel rispetto delle normative. In Germania si stima ad esempio una perdita fiscale di 119 milioni di euro per il 2024. Le differenze di prezzo all'interno del mercato interno dell'UE creano inoltre incentivi al contrabbando e alle reimportazioni dai paesi confinanti, mettendo sotto enorme pressione i fornitori legali.

Il rapporto sottolinea anche il ruolo delle catene logistiche internazionali: i cospicui flussi di pacchi in arrivo dalla Cina si riversano in gran parte in Germania, Paesi Bassi e Belgio, che rappresentano importanti hub logistici per la distribuzione, delle e-cig irregolari. La UE stima che ogni giorno arrivino in Europa circa 12 milioni di piccoli pacchi, un volume che rende estremamente complesso il controllo sistematico delle spedizioni,

Ne derivano anche problemi di sicurezza e tutela dei consumatori, poiché questi prodotti possono aggirare i controlli di qualità, le norme di etichettatura e le procedure di autorizzazione previste dalla normativa europea.

Di qui, la necessità di una maggiore armonizzazione delle norme a livello europeo, poiché i fornitori di piattaforme traggono vantaggio dalla mancanza di uniformità delle normative comunitarie. Servono regole uniformi, in particolare su tassazione, autorizzazioni e standard di qualità, tracciabilità digitale delle catene di approvvigionamento, per porre un freno a questo traffico irregolare.

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