(Teleborsa) -
Aquafil ha chiuso il quarto trimestre con risultati complessivamente "superiori alle nostre attese", soprattutto sul fronte della redditività, raggiungendo al contempo l’obiettivo di fine anno in termini di deleveraging. I ricavi si sono attestati a 123 milioni di euro, in calo del 3,9% su base annua principalmente per l’indicizzazione dei prezzi di vendita alla dinamica delle materie prime, ma comunque "leggermente sopra le nostre stime". A livello geografico, spiegano gli analisti di
Intermonte, gli Stati Uniti hanno confermato un andamento solido, seppur penalizzato dal cambio, mentre Europa e APAC hanno mostrato una lieve debolezza rispetto alle attese. Il mix di prodotto continua a migliorare: l’Econyl ha raggiunto il 61,4% dei ricavi fibre, rispetto al 57,2% dell’anno precedente, e il prossimo passo sarà mantenere questa quota anche in presenza di un aumento dei volumi.
L’
EBITDA adjusted ha raggiunto 17,5 milioni, un risultato superiore del 14,4% rispetto alle nostre previsioni, grazie a un’espansione del margine di 3,1 punti percentuali su base annua, sostenuta dalle misure di razionalizzazione dei costi. I benefici di queste iniziative sono già visibili nel trimestre e dovrebbero emergere in modo più significativo nel 2026. L’indebitamento netto si è attestato intorno ai 210 milioni, in linea con le nostre stime e in miglioramento di 17 milioni rispetto al trimestre precedente, nonostante costi di ristrutturazione non ricorrenti e un temporaneo assorbimento di capitale circolante. Il leverage è così sceso a 2,9x, confermando il percorso di graduale riduzione del debito.
La
guidance 2026 fornita dal management è sostanzialmente "in linea con le nostre aspettative", sottolineano gli esperti di Intermonte. La società prevede una crescita dei volumi in tutte le principali divisioni, un EBITDA adjusted compreso tra 79 e 83 milioni e un indebitamento netto tra 185 e 190 milioni dopo investimenti per 24-28 milioni, con un leverage atteso intorno a 2,3x a metà intervallo. Il focus per il 2026 rimane sulla disciplina dei costi e sulla riduzione del debito, con l’obiettivo di realizzare i 20 milioni di risparmi strutturali annunciati nei mesi scorsi. Durante la conference call, il management ha espresso fiducia nonostante il contesto macro incerto: una parte significativa dei costi energetici è coperta da hedging e un eventuale aumento del prezzo del gas avrebbe un impatto limitato, soprattutto nella prima metà dell’anno. La società ha inoltre ribadito la propria capacità di trasferire gli aumenti delle materie prime ai clienti, seppur con un ritardo tipico di uno-due trimestri. Al momento non emergono segnali di indebolimento della domanda; al contrario, la richiesta di commodity rimane sostenuta sia da acquisti anticipati dei clienti sia da flussi di importazione dalla Cina più contenuti.
In questa fase, "abbiamo apportato solo lievi aggiustamenti alle nostre stime", già allineate alla guidance su tutte le principali metriche. L’aumento dei ricavi riflette l’indicizzazione dei prezzi alle materie prime, un effetto che tuttavia viene compensato dall’incremento dei costi di input, lasciando invariato l’EBITDA in valore assoluto. Il miglioramento dell’utile netto deriva invece esclusivamente da minori ammortamenti, poiché alcuni investimenti pre-Covid sono ormai completamente ammortizzati. "Se le nostre previsioni saranno confermate, il rapporto debito netto/EBITDA scenderebbe a 2,3x entro fine 2026".
Ribadiamo la raccomandazione "outperform" con target price a 1,80 euro. I risultati del quarto trimestre, spiegano, "rappresentano un
segnale incoraggiante: i primi benefici delle misure di efficientamento sono già visibili e la progressiva riduzione del leverage indica che il management sta eseguendo con coerenza le priorità delineate negli ultimi trimestri". Tuttavia, "riteniamo che per un pieno recupero della fiducia del mercato sarà necessario continuare a dimostrare, trimestre dopo trimestre, che i miglioramenti osservati sono strutturali e non temporanei, in particolare sul fronte del rafforzamento della struttura finanziaria".