(Teleborsa) -
Le Borse europee sono in rialzo, nonostante il conflitto con l'Iran continui a intensificarsi, con attacchi mirati alle
infrastrutture energetiche che mostrano un aumento della pressione militare nell'area. Israele ha affermato di aver ucciso il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, ex politico e negoziatore sul nucleare, in un attacco notturno.
Nessun governo ha dichiarato pubblicamente che
invierà navi da guerra per scortare le navi mercantili attraverso Hormuz, con gli alleati degli Stati Uniti che si mostrano riluttanti a un coinvolgimento diretto nonostante le pressioni statunitensi. Le petroliere stanno però "iniziando a filtrare" attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dal consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett, ribadendo la posizione dell'amministrazione Trump secondo cui la guerra con l'Iran durerà settimane, non mesi.
Intanto,
Joe Kent,
direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense,
si è dimesso a causa della guerra in Iran. "Non posso in coscienza sostenere la guerra in corso in Iran - ha scritto in una lettera pubblicata su X - L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana".
Sul fronte macroeconomico, il
morale degli investitori in
Germania è diminuito più del previsto a marzo, a -0,5 punti, secondo i
dati dell'istituto di ricerca economica Zew, contro attese per un calo a 39 punti dai 58,3 del mese scorso. Secondo i
dati diffusi da Istat, l'inflazione in
Italia a febbraio è salita dello 0,7% su mese e dell'1,5% su anno, dopo il +0,4% congiunturale e il +1,0% tendenziale di gennaio (vs lettura preliminare, rispettivamente, allo 0,8% e all'1,6%).
Per quanto riguarda le
banche centrali, la
Reserve Bank of Australia ha
aumentato il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,1%. Sono ora attese le decisioni delle altre banche centrali in calendario questa settimana (BCE, Fed, BoE, BoJ e gli istituti svizzero e svedese) per la valutazione che queste daranno sull'evoluzione dello scenario macro dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente.
L'
Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,15%. Nessuna variazione significativa per l'
oro, che scambia sui valori della vigilia a 5.010,8 dollari l'oncia. Il
Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua gli scambi, con un aumento dell'1,47%, a 94,88 dollari per barile.
Lo
Spread tra il rendimento del BTP e quello del Bund tedesco si riduce, attestandosi a +74 punti base, con il
rendimento del BTP decennale che si posiziona al 3,65%.
Tra i listini europei ben impostata
Francoforte, che mostra un incremento dello 0,84%, tonica
Londra che evidenzia un bel vantaggio dell'1,05%, e in luce
Parigi, con un ampio progresso dello 0,89%.
Giornata di forti guadagni per
Piazza Affari, con il
FTSE MIB in rialzo dell'1,63%; sulla stessa linea, si muove con il vento in poppa il
FTSE Italia All-Share, che arriva a 47.387 punti. Pressoché invariato il
FTSE Italia Mid Cap (+0,17%); in ribasso il
FTSE Italia Star (-1,03%).
Tra le
migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, brilla
Stellantis, con un forte incremento (+4,01%). Andamento positivo per
Tenaris, che avanza di un discreto +3,74%. Ben comprata
ENI, che segna un forte rialzo del 3,26%.
Enel avanza del 2,97%.
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Amplifon, che ottiene -10,00%. Spicca la prestazione negativa di
Leonardo, che scende dell'1,76%.
Fincantieri scende dell'1,65%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano,
MARR (+5,17%),
MFE A (+3,11%),
IREN (+2,31%) e
Technogym (+2,25%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
De' Longhi, che prosegue le contrattazioni a -3,28%. Calo deciso per
OVS, che segna un -2,58%. Sotto pressione
Maire, con un forte ribasso del 2,41%. Soffre
ERG, che evidenzia una perdita del 2,32%.