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Banche, l'AFME presenta riforme che potrebbero sboccare prestiti per 2,8 trilioni

Semplificando ed eliminando le sovrapposizioni si potrebbe ridurre il costo dle capitale, mentre la roduzione del CET 1 ratio attorno ai livelli ottimali sbloccherebbe 281 miliardi di euro

Banche, Finanza
Banche, l'AFME presenta riforme che potrebbero sboccare prestiti per 2,8 trilioni
(Teleborsa) - La semplificazione delle regole di patrimonializzazione delle banche e la riduzione delle sovrapposizioni regolamentari, migliorando l'efficienza senza sacrificare la solidità finanziaria, potrebbero tradursi in una riduzione del costo del capitale di circa 62 punti base per le banche, sbloccando fino a 2,8 trilioni di euro di prestiti aggiuntivi in tutta Europa a favore di famiglie ed imprese.

E' quanto emerge da una analisi dell'AFME - Associazione per i mercati finanziari in Europa, che ha stilato un quadro di riforme in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo che tratterà, tra le altre cose, della competitività dell'industria europea e delle linee guida per rilanciare l’economia UE. In questo dibattito, una riforma che va in questa direzione potrebbe dare un grande contributo alla competitività.

"Per rafforzare la competitività dell’Europa è necessario un quadro regolamentare che sostenga la crescita, gli investimenti e le esigenze di finanziamento dell’economia europea", spiega Adam Farkas, Chief Executive Officer di AFME. "Il capital stack delle banche europee è diventato eccessivamente complesso - sottolinea Caroline Liesegang, Managing Director, Capital and Risk Management di AFME - con buffer sovrapposti che aggiungono costi senza un chiaro beneficio prudenziale".

Il rapporto evidenzia che le banche europee operano attualmente in un "sistema particolarmente complesso" caratterizzato da una sovrapposizione di sette livelli di riserve di capitale (capital buffers) molti dei quali stabiliti a discrezione dei singoli Stati. Di conseguenza, un grande gruppo bancario che opera in tutti gli Stati membri dell’UE può essere soggetto a ben 86 differenti requisiti di buffer, che riflettono le varie calibrazioni nazionali.

Tale sistema opera nonostante le banche europee detengano un Tier 1 Capital Ratio intorno al 17,7%, un valore superiore alla maggioranza delle stime dei livelli ottimali (circa 10-15%). Le riforme proposte potrebbero invece liberare circa 281 miliardi di euro di CET1 che le banche potrebbero mettere a disposizione per i prestiti.

Il rapporto rileva che l’impatto della riforma varia a seconda delle banche: la riduzione del costo del capitale è stimata intorno a 28 punti base per le banche di rilevanza sistemica a livello globale (G-SII), 51 punti base per le banche sistemiche (O-SII) e 132 punti base per gli enti meno significativi (LSI).

Fra le proposte dell'AFME si segnalano: semplificazione della struttura del capitale delle banche, con riduzione da sette a soli tre livelli; sostituzione del framework MREL con una struttura di risoluzione semplificata basata sugli standard TLAC internazionali per i requisiti di assorbimento delle perdite; razionalizzazione del coefficiente di leva finanziaria e miglioramento del coordinamento normativo, eliminando i livelli di vigilanza aggiuntivi; istituzione di un forum bancario centrale europeo tra le autorità competenti, per esaminare congiuntamente l’impatto operativo e del fabbisogno di capitale derivante dalle decisioni normative.

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