Inflazione e petrolio affossano Wall Street in attesa della Fed
(Teleborsa) - Sessione negativa per Wall Street, con il Dow Jones che sta lasciando sul parterre lo 0,81%; sulla stessa linea, cede alle vendite l'S&P-500, che retrocede a 6.681 punti.
Leggermente negativo il Nasdaq 100 (-0,47%); come pure, in lieve ribasso l'S&P 100 (-0,69%).
Scivolano sul listino americano S&P 500 tutti i settori. Nella parte bassa della classifica dell'S&P 500, sensibili ribassi si manifestano nei comparti beni di consumo per l'ufficio (-1,52%), beni di consumo secondari (-1,15%) e materiali (-1,08%).
Listini statunitensi appesantiti da dati sull'inflazione superiori alle attese e dai timori per l'impatto economico del rally del greggio che incrementano i timori di stagflazione. L'indice dei prezzi alla produzione (PPI) di febbraio è balzato dello 0,7% su base mensile (contro lo 0,3% stimato) e del 3,4% su base annua, il livello più alto da un anno. Anche il dato core (+3,5% annuo) ha superato le previsioni, confermando che l'inflazione era già "appiccicosa" prima dello shock petrolifero di marzo.
L'attenzione degli investitori è ora rivolta alla decisione della Federal Reserve: gli analisti prevedono tassi invariati tra il 3,50% e il 3,75%, ma attendono con ansia il "dot plot" e le parole di Jerome Powell sull'impatto della guerra in Iran.
Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno toccato nuovi massimi dopo l'attacco israeliano alle infrastrutture energetiche iraniane e la risposta di Teheran con la minaccia colpire gli impianti di petrolio e gas dei Paesi del golfo, Il Brent è salito fino a 109,95 dollari, mentre il WTI ha aggiunto i 98,63 dollari. Con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, il Presidente Trump ha firmato una deroga di 60 giorni al Jones Act per liberalizzare il trasporto marittimo domestico di risorse vitali come petrolio, gas e fertilizzanti, cercando di frenare i prezzi della benzina ai massimi dal 2023. L'amministrazione americana ha deciso anche di concedere alcune licenze al Venezuela per aumentare le esportazioni di greggio e sostenere la domanda globale.
In ambito trimestrali, cresce l'attesa anche per i conti di Micron che arriveranno dopo la chiusura della seduta: il produttore di chip è al centro della narrativa sull'IA: grazie ai vincoli di offerta e alla domanda dei data , l'azienda punta a un utile per azione di 8,42 dollari, quasi il doppio rispetto alle stime degli analisti.
La sola Blue Chip del Dow Jones in sostanziale aumento è Chevron (+0,82%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su 3M, che continua la seduta con -2,58%.
Vendite su Sherwin Williams, che registra un ribasso del 2,37%.
Seduta negativa per Procter & Gamble, che mostra una perdita del 2,28%.
Sotto pressione Nike, che accusa un calo del 2,13%.
Sul podio dei titoli del Nasdaq, Constellation Energy (+3,20%), Intel (+1,92%), Datadog (+1,89%) e Advanced Micro Devices (+1,66%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su MicroStrategy Incorporated, che prosegue le contrattazioni a -6,04%.
In apnea Comcast Corporation, che arretra del 4,07%.
Scivola Charter Communications, con un netto svantaggio del 3,41%.
In rosso PDD Holdings, che evidenzia un deciso ribasso del 3,32%.
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