(Teleborsa) - Dopo il nulla di fatto di ieri della
Federal Reserve e della
Bank of Japan nella notte, in molti si attendono che anche la
Banca centrale europea oggi non si muoverà sui
tassi e avvertirà di un'
inflazione da monitorare e della forte
incertezza dell'attuale contesto geopolitico.
Il tasso sui depositi dovrebbe rimanere al 2%, livello al quale si trova dallo scorso giugno, secondo un sondaggio unanime di Bloomberg.
I combattimenti in
Medio Oriente stanno alimentando i timori di una nuova
impennata dell'inflazione dopo il picco dei prezzi del 2022: una prospettiva che è in cima all'agenda delle principali banche centrali mondiali, riunite questa settimana.
Le incerte implicazioni delle tensioni internazionali sul quadro economico e sull'evoluzione dell'inflazione sono state sottolineate da
Fed e
BoJ, fresche di riunione. E si prevede che saranno ribadite anche nella riunione della Bce di oggi e dalla sua presidente
Christine Lagarde nella conferenza stampa che seguirà alle 14:45. Lagarde probabilmente richiamerà l'
approccio data-driver e che al momento i dati non sono sufficienti per parlare di un rialzo dell'inflazione nel breve termine.
Pur essendo dato ormai per certo un rialzo dell'inflazione, di fatto però
non ci sono ancora dati sull'impatto che il prezzo del petrolio sta avendo sull'economia in termini di prezzi. Bisognerà quindi attendere il prossimo dato sull'inflazione che potrà dire quanto é impattante il recente aumento del greggio.
Sul fronte dei
tassi, mentre la maggior parte degli economisti prevede che i costi di finanziamento rimarranno al livello del 2% fino alla fine dell'anno, gli operatori di mercato scommettono su
almeno un rialzo.
I funzionari sottolineano l'importanza di
mantenere la calma sulla guerra, sostenendo che è troppo presto per trarre conclusioni sui tassi. Ciò non ha impedito ad alcuni di speculare sulla necessità – e sulla tempistica – di potenziali rialzi.
Madis Muller, economista estone, ha affermato che la probabilità di un aumento dei tassi è aumentata, mentre
Peter Kazimir, economista slovacco, ha dichiarato a Bloomberg che "una reazione della BCE è potenzialmente più vicina di quanto molti pensino".
Gli operatori di mercato prevedono
uno o due aumenti di un quarto di punto quest'anno. Tuttavia, solo il 7% degli analisti intervistati tra il 6 e l'11 marzo si aspettava un aumento a dicembre.
"Ha molto più senso segnalare
vigilanza, persino un atteggiamento
restrittivo in questa fase, e sperare che non sia necessario intervenire", ha dichiarato mercoledì a Bloomberg Television
Isabelle Mateos y Lago, capo economista di BNP Paribas.