(Teleborsa) -
I mercati europei migliorano nell'ultima parte della seduta, mentre gli investitori valutano le ultime indicazioni sulla
possibilità di ripristinare il trasporto di energia attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran sta redigendo un protocollo con l'Oman per il traffico attraverso lo Stretto, ha detto il suo ministero degli Esteri, mentre la Gran Bretagna ha detto che circa 40 paesi stanno discutendo un'azione congiunta per riaprire lo Stretto di Hormuz e impedire all'Iran di tenere "in ostaggio l'economia globale".
In precedenza, la giornata mostrava ampi rossi, in un contesto di risk-off alimentato dai
timori sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dall'incertezza sulla sua possibile durata, dopo che
sono sfumate le aspettative di una rapida conclusione. Il
discorso di Donald Trump di ieri sera non ha fornito la chiarezza che i mercati si aspettavano, anzi, ha prodotto l'effetto opposto. Il presidente statunitense ha ribadito che gli obiettivi militari in Iran erano "vicini al raggiungimento", sottolineando quello che ha descritto come un significativo deterioramento delle capacità convenzionali dell'Iran. Allo stesso tempo, però, ha annunciato esplicitamente un'intensificazione degli attacchi nelle prossime due o tre settimane, senza offrire alcun piano di uscita o una sequenza politica credibile.
Le potenziali implicazioni negative di uno shock dell'offerta energetica a causa di un conflitto più prolungato si riflettono anche sulle aspettative del mercato monetario: per la
BCE vengono ora
prezzati circa due rialzi da 25 punti base nel 2026, mentre per la Fed sono stati pressoché eliminati tutti i precedenti tagli dei tassi attesi per quest'anno.
Sul
fronte macroeconomico, in
Italia a febbraio le vendite al dettaglio hanno
registrato una variazione nulla su base mensile. Nello stesso mese negli
Stati Uniti il deficit commerciale è
peggiorato meno delle attese a -57,3 miliardi di dollari da -54,7 miliardi di gennaio: le esportazioni sono aumentate di +4,2% m/m, guidate da oro e gas naturale, mentre le importazioni sono salite di +4,3% m/m, trainate da computer, semiconduttori ed automobili. Nella settimana fino al 28 marzo le nuove richieste di sussidi disoccupazione sono
scese a 202 mila da 211 mila precedenti, confermando la stabilizzazione in corso nel mercato del lavoro statunitense.
Rimangono alte le preoccupazioni sul
mercato del credito privato, dopo che
Blue Owl Capital ha
detto di voler limitare i prelievi da due fondi incentrati sul retail dopo aver ricevuto un'impennata di richieste di riscatto.
Seduta in frazionale ribasso per l'
euro / dollaro USA, che lascia, per ora, sul parterre lo 0,33%. Giornata da dimenticare per l'
oro, che scambia a 4.663,1 dollari l'oncia, ritracciando del 2,01%. Deciso rialzo del
petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+11,05%), che raggiunge 111,2 dollari per barile.
Sui livelli della vigilia lo
spread, che si mantiene a +85 punti base, con il
rendimento del BTP decennale che si posiziona al 3,84%.
Nello scenario borsistico europeo deludente
Francoforte, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia, passi in avanti per
Londra, che segna un incremento marginale dello 0,69%, e fiacca
Parigi, che mostra un piccolo decremento dello 0,24%.
Nessuna variazione significativa in chiusura per il
listino milanese, con il
FTSE MIB che si attesta sui valori della vigilia a 45.625 punti, mentre, al contrario, depressa nel finale il
FTSE Italia All-Share, che chiude sotto i livelli della vigilia a 47.957 punti. Sotto la parità il
FTSE Italia Mid Cap, che mostra un calo dello 0,22%; come pure, leggermente negativo il
FTSE Italia Star (-0,41%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
ENI (+4,27%),
Stellantis (+4,08%),
Saipem (+3,50%) e
Inwit (+2,49%).
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su
STMicroelectronics, che ha chiuso a -2,82%. Sotto pressione
Banca MPS, con un forte ribasso del 2,77%. Soffre
Unicredit, che evidenzia una perdita del 2,54%. Preda dei venditori
Mediobanca, con un decremento del 2,51%.
Tra i
migliori titoli del FTSE MidCap,
Alerion Clean Power (+6,30%),
ERG (+3,40%),
Carel Industries (+3,26%) e
D'Amico (+2,91%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
BFF Bank, che ha terminato le contrattazioni a -9,64%. Lettera su
NewPrinces, che registra un importante calo del 7,47%. Si concentrano le vendite su
Banca Ifis, che soffre un calo del 2,70%. Vendite su
Credem, che registra un ribasso del 2,27%.