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Consob, nel 2025 rendicontazione di sostenibilità per 69,4% delle quotate su Euronext Milan

Finanza, Sostenibilità
Consob, nel 2025 rendicontazione di sostenibilità per 69,4% delle quotate su Euronext Milan
(Teleborsa) - Il progressivo rafforzamento dell'integrazione dei temi Esg (Environmental, Social and Governance) nei modelli di business e nella governance avviato nel 2018 è proseguito nel 2025, anno di transizione caratterizzato da un percorso di evoluzione verso la nuova normativa. È quanto emerge dal "Rapporto sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane" della Consob relativo al 2025, primo anno di rendicontazione con la disciplina delineata dalla normativa europea Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive) e dagli standard obbligatori Esrs (European Sustainability Reporting Standards).

Nel 2025 hanno pubblicato la nuova rendicontazione di sostenibilità 136 società italiane quotate su Euronext Milan, pari al 69,4% del totale (97,1% in termini di capitalizzazione). Nel 2024 erano state 150 le società che avevano pubblicato la dichiarazione non finanziaria o Dnf (72% delle società quotate, corrispondente al 97,2% in termini di capitalizzazione).

Il rapporto 2025, basato su un campione di 60 società, è stato predisposto in una fase di evoluzione del quadro normativo europeo, recentemente modificato con la Direttiva Omnibus I, che ha alleggerito gli obblighi informativi e circoscritto il perimetro di applicazione. Le evidenze mostrano che le società che continueranno ad essere soggette agli obblighi normativi, a partire dall'esercizio 2027, presentano, rispetto a quelle che potrebbero non essere più obbligate, processi di rendicontazione più strutturati, con una maggiore diffusione di procedure interne per la predisposizione della rendicontazione di sostenibilità (57% vs 43%), piani Esg o di sostenibilità (73% vs 53%) e più frequentemente un'integrazione dei fattori Esg nella strategia (25% vs 18%) e nell'ambito delle politiche di remunerazione dei vertici (90% vs 67%). Le società non più obbligate alla rendicontazione, di dimensioni minori e con processi meno formalizzati, mostrano tuttavia un comune approccio nell'individuazione dei temi rilevanti ai fini della rendicontazione.

Il coinvolgimento degli stakeholder nell'analisi di doppia materialità (con cui si valuta l'impatto dei fattori Esg sull'azienda e l'impatto che l'azienda stessa ha sull'ambiente e sulla società) risulta ampio e diffuso, interessando l'80% delle società analizzate, con una partecipazione frequente di fornitori, dipendenti e clientela. Anche il Cda è frequentemente coinvolto (in oltre il 93% dei casi) nel processo di doppia materialità.

I cambiamenti climatici risultano comunque tra le priorità per tutte le società analizzate, anche se solo il 13% del campione dichiara di avere un piano di transizione climatica in essere, mentre il 17% ne prevede una prossima adozione. Per quanto riguarda i temi sociali, gli impatti connessi ai lavoratori dell'impresa sono rilevanti per tutte le società.

Sempre più marcato, infine, il ruolo dei fattori Esg nelle politiche di remunerazione: il 78% delle società del campione (e il 90% delle società che saranno obbligate in futuro alla rendicontazione di sostenibilità) li ha integrati nei compensi variabili degli amministratori delegati.
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