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Poste, le banche d'affari alzano i target con business momentum che rimane robusto

Finanza, Consensus
Poste, le banche d'affari alzano i target con business momentum che rimane robusto
(Teleborsa) - All'indomani della pubblicazione dei conti del primo trimestre, in cui Poste Italiane ha riportato solidi risultati e leggermente superiori alle aspettative principalmente grazie a un livello di utili realizzati superiore alle previsioni, diverse banche d'affari hanno migliorato i loro giudizi sulla società guidata dall'AD Matteo Del Fante e dal DG Giuseppe Lasco.

Poste ha rivisto al rialzo la guidance per l'EBIT rettificato per l'esercizio 2026, portandola da oltre 3,3 miliardi di euro a circa 3,4 miliardi di euro, e ha aggiunto che le migliori prospettive per l'EBIT rettificato implicano che il dividendo per azione (DPS) previsto per il 2026 si collocherebbe nella parte alta dell'intervallo di guidance compreso tra 1,25 e 1,30 euro, fornito da Poste in occasione della presentazione dei risultati per l'esercizio 2025. Durante la conference call, Poste ha anche fornito maggiori dettagli sulle sinergie per 700 milioni di euro previste dall'offerta per TIM e ha annunciato che il 24 luglio pubblicherà un aggiornamento completo del piano strategico autonomo (ovvero escludendo TIM) per il periodo 2026-2030.

Berenberg, che mantiene una raccomandazione "Buy", ha alzato il target price a 28,60 euro da 26,40 euro, riflettendo l'aumento del valore di mercato della partecipazione di Poste in TIM, nonché l'eccesso di capitale in Poste Vita. In particolare, gli analisti ritengono che il coefficiente Solvency II del 294% della controllata Poste Vita implichi un eccesso di capitale di circa 1,5 miliardi di euro rispetto al livello del 250%, che rimane comunque prudente. Viene stimato che, se Poste utilizzasse parte di questo surplus per incrementare la crescita del dividendo per azione (DPS), il CAGR del DPS nel periodo 2025-2028 potrebbe potenzialmente raggiungere il 12%, un livello che interessante.

Kepler Cheuvreux ha incrementato il target price a 24,00 euro da 22,50 euro, principalmente a causa di un costo del capitale proprio inferiore, utili più elevati e multipli più alti rispetto ai concorrenti dopo la rivalutazione dei risultati finanziari, ma ha confermato il giudizio "Hold" data la limitata possibilità di upside e la persistenza del dibattito sull'esecuzione/accettazione del piano TIM. Inoltre, il broker francese ha alzato le stime di circa il 2%, principalmente grazie ai settori Servizi Finanziari e Distribuzione, in linea con le nuove indicazioni. La revisione al rialzo dopo un solo trimestre è "alquanto sorprendente" e dovrebbe spingere leggermente al rialzo il consenso in vista della presentazione del piano.

Intermonte, ribadendo la raccomandazione Neutral, ha incrementato il target price a 24,20 euro da 23,30 euro. Viene sottolineato che Poste sta ulteriormente espandendo la sua piattaforma multicanale, sia digitale che fisica, con l'ultima aggiunta rappresentata dalla joint venture con Benetton nel settore della logistica, che consente un'ulteriore diversificazione dei flussi di ricavo. L'attenzione si sposterà progressivamente sulla presentazione del nuovo piano e sull'offerta TIM.

Equita ha confermato il rating "Buy" e TP a 27,4 euro come media tra TP standalone e post business combination con TIM (28,2 euro in caso di piena adesione all'offerta). Il broker scrive che la società continua a mostrare un solido business momentum, garantisce una remunerazione attraente e visibile e offre potenziale di ulteriore upside dall'integrazione con TIM, dove viene stimato un'EPS accretion double digit a regime. Il titolo tratta con un 2028 P/E 10,5x o 9,5x assumendo la piena acquisizione di TIM e offre un 2027 dividend yield di circa il 7% e in ulteriore crescita negli anni successivi.
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