Decreto AI, via libera preliminare del Cdm: focus su sicurezza, lavoro e giustizia
(Teleborsa) - Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare due decreti legislativi che adeguano la normativa nazionale ai regolamenti europei su regole armonizzate sull'intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell'intelligenza artificiale nella formazione e in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per l'attività di polizia e di responsabilità civile e penale.
"L'Italia, con questi decreti attuativi e con la legge dello scorso anno, è la prima nazione che si dota di una normativa nazionale organica in materia di intelligenza artificiale", ha rivendicato in conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. "In linea con la legge 132 dello scorso anno, l'impostazione antropocentrica è caratteristica di tutti gli interventi contenuti nei due decreti: al centro non c'è la macchina ma la persona", ha sottolineato, aggiungendo che l'impostazione dei provvedimenti è "in sintonia con l'ultima enciclica" del Papa.
"Oggi approviamo un provvedimento che disciplina per la prima volta l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale da parte delle forze dell'ordine", ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, spiegando che "l'obiettivo è mettere a disposizione delle forze di polizia le funzionalità più avanzate, al fine di migliorare l'efficienza delle loro attività. Stabilisce che l'IA è importante strumento di supporto all'azione di polizia, senza mai sostituire il ruolo e le decisioni umane. L'intero provvedimento è permeato da questo principio".
"Ogni utilizzo dell'Intelligenza artificiale per la sicurezza deve essere sottoposto a una revisione e sorveglianza umana qualificata. Inoltre, deve garantire la tutela dei dati personali e sensibili. L'IA costituisce uno strumento di supporto e non un poliziotto automatizzato", ha garantito il ministro, specificando che "non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di 'grande fratello' generalizzato" e che "è vietato l'utilizzo di grandi banche dati biometriche".
Sul divieto di "decisioni esclusivamente automatizzate" è intervenuta anche la ministro del Lavoro, Marina Calderone, sottolineando come il provvedimento prevede che "non potrà avvenire che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come assunzione, modifica delle condizioni contrattuali, licenziamento e sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato". "Sono previsti anche degli oneri e obblighi di trasparenza nei confronti dei lavoratori e soprattutto la nullità nel caso dei licenziamenti che siano adottati in violazione del divieto di decisioni demandandole solo ed esclusivamente ai sistemi di intelligenza artificiale", ha aggiunto.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha voluto sottolineare l'introduzione di "una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di Intelligenza artificiale, quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato". "L'introduzione di questo reato non risponde a una visione 'panpenalistica', ma mira a colmare vuoti di tutela che inevitabilmente si creano quando nuove tecnologie fanno il loro ingresso nella società", ha aggiunto.
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