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EGM, i conti reggono ma il listino si assottiglia e la liquidità rimane concentrata

L'analisi di Banca Profilo

Finanza
EGM, i conti reggono ma il listino si assottiglia e la liquidità rimane concentrata
(Teleborsa) - L'Euronext Growth Milan (EGM) ha raggiunto nel 2026 un punto di svolta storico e negativo: per la prima volta il saldo netto tra nuove quotazioni e delisting si è portato in territorio negativo. Con appena una quotazione contro sette uscite nei primi mesi dell'anno, il numero complessivo di società quotate è sceso a 206, rispetto al picco di 212 a fine 2025. È quanto emerge da un'analisi dell'EGM, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI ad alto potenziale di crescita, condotta dal Team Analisi e Ricerca di Banca Profilo.

"I fondamentali delle società tengono, ma i flussi di quotazione continuano a deteriorarsi e la liquidità resta strutturalmente debole, rendendo decisivo il sostegno delle politiche a supporto del mercato", si legge nel documento.

Dalla crescita all'erosione

Dopo aver accumulato 137 nuove quotazioni nette nel periodo 2016-2025, l'EGM registra nel 2026 il suo primo bilancio negativo. L'unica IPO completata da inizio anno ha raccolto appena 0,2 milioni di euro, a confronto con una media di circa 20 operazioni annue e proventi medi di 7,1 milioni di euro nel biennio 2024-25. Il dato segnala una contrazione dell'attività di collocamento senza precedenti nella storia del mercato.

Sul fronte delle uscite, le OPA rappresentano l'86% dei delisting YTD, con sei operazioni completate da inizio anno, in linea per eguagliare il record di 11 del 2025, mentre c'è stato un solo delisting su richiesta dell'emittente. Le "promozioni" verso l'Euronext STAR Milan, che avrebbero segnalato una maturazione del mercato, sono assenti dal 2024.

Quasi tutto sotto i 100 milioni

La capitalizzazione di mercato aggregata dell'EGM si attesta a 11,3 miliardi di euro, in crescita del 20% su base annua. I settori Industrials e Consumer Discretionary pesano insieme per circa il 50% del totale, seguiti da Technology all'11%. Tuttavia, la distribuzione dimensionale rimane sbilanciata verso le micro-cap: l'88% delle società ha una capitalizzazione inferiore ai 100 milioni di euro e il 60% è al di sotto dei 25 milioni. La capitalizzazione mediana rimane sostanzialmente invariata a 17,7 milioni di euro, con una media di 54,7 milioni.

Al vertice della classifica per capitalizzazione si trovano Rosetti Marino (1.056 milioni di euro), I.CO.P. (877 milioni), Next Geosolutions Europe (773 milioni) e SBE-Varvit (605 milioni), che distaccano nettamente le altre società del listino.

Il deal flow di M&A in rallentamento

L'attività di fusioni e acquisizioni (M&A) ha segnato un brusco raffreddamento rispetto ai livelli record del 2024 (96 operazioni). Con 16 transazioni completate nei primi mesi del 2026, di cui 12 concentrate nel solo primo trimestre, il calo è di circa il 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Significativo il dato qualitativo: nel 100% delle operazioni YTD le società EGM si sono posizionate come acquirenti, non come target, confermando che l'M&A è guidato da strategie di crescita esterna e non da dinamiche di uscita dal mercato.

Liquidità strutturalmente concentrata

La liquidità rimane la principale debolezza strutturale dell'EGM. Il controvalore medio giornaliero scambiato negli ultimi tre mesi si attesta a 7,6 milioni di euro, al di sotto della media triennale di 7,9 milioni. Solo il 13% delle società supera la soglia di 50mila euro di ADV giornaliero, contro un massimo triennale del 21% toccato nell'ottobre 2025. Il rapporto mediano ADV/capitalizzazione di mercato è pari allo 0,07% su base trimestrale, con una media di 0,11%.

La concentrazione degli scambi è estrema: il 10% dei titoli più liquidi cattura circa il 60% dell'ADV complessivo, mentre il 50% dei titoli più scambiati supera il 90% del volume totale. Il coefficiente di Gini calcolato sulla distribuzione dei volumi è pari a 0,72, un livello che indica una concentrazione molto elevata.

In testa alla classifica dei volumi trimestrali figura Next Geosolutions Europe con 39,3 milioni di euro scambiati (+25% di performance nel periodo), seguita da Officina Stellare (31,2 milioni, +93%) e Ecosuntek (25,2 milioni, +44%). Il rendimento mediano del top 10 per volumi è stato pari al +24% nel trimestre, con gli scambi concentrati attorno ai comunicati su operazioni societarie.

Fondamentali solidi ma margini in lieve calo

Sul piano dei risultati aziendali, il quadro complessivo è incoraggiante. Il valore aggregato della produzione (VoP) delle 175 società che hanno già pubblicato i risultati dell'esercizio 2025 si attesta a 11 miliardi di euro, in crescita del 13,6% rispetto all'anno precedente. Il 65% delle società ha registrato una crescita dei ricavi. La crescita aggregata risulta circa 7 punti percentuali superiore a quella mediana (+6,8%), segnalando che i grandi emittenti trainano il dato complessivo.

Il margine EBITDA aggregato si è attestato al 12,0%, in calo di 0,7 punti percentuali rispetto al 12,7% del 2024, con un deterioramento più marcato a livello di mediana (-1,4 punti percentuali, a 10,9%). La leva finanziaria rimane contenuta, con un rapporto NFP/EBITDA pari a 1,0x (contro 0,9x nel 2024) e una posizione finanziaria netta di 1,3 miliardi di euro, in crescita del 13,7% nonostante gli aumenti di capitale effettuati nel corso del 2025.

Restano ancora poche le società che soddisfano i requisiti per una eventuale migrazione al segmento STAR: solo 30 emittenti rispettano simultaneamente le soglie di flottante (20%), capitalizzazione di mercato (40 milioni di euro) e utile netto positivo, e di questi appena 24 erano in utile a livello bottom line nell'esercizio 2025.

Consensus stabile sull'outlook

Le stime di consensus aggiornate a maggio 2026 mostrano un quadro sostanzialmente stabile rispetto alle previsioni di gennaio. Il VoP aggregato 2026 è atteso a 11,5 miliardi di euro, un livello invariato in termini assoluti nonostante una revisione verso l'alto del tasso di crescita implicito (+4% rispetto al -3% di gennaio, per effetto della base di confronto più bassa dopo il consuntivo 2025 risultato sotto le attese). Il margine EBITDA per il 2026 è atteso al 13,5%, leggermente inferiore al 13,6% stimato in precedenza, con una progressione verso il 14,5% nel 2027.

Sul fronte delle valutazioni, il multiplo mediano EV/EBITDA a un anno forward è salito da 5,8x a 5,9x nel corso degli ultimi quattro mesi, segnando un modesto re-rating complessivo di circa il 3%. Le divergenze settoriali sono tuttavia significative: i settori Energy (+58%) e Technology (+26%) hanno guidato la rivalutazione, mentre Real Estate (-38%) e Basic Materials (-15%) hanno subito le correzioni più marcate. In termini di struttura patrimoniale, il settore Healthcare presenta il bilancio più solido con una posizione mediana di cassa netta (-2,5x NFP/EBITDA), mentre le Telecomunicazioni mostrano la leva più elevata (1,9x).
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