Electrolux, sospeso per 50 giorni il piano di licenziamenti
Tavolo al Mimit: l'azienda apre al confronto, obiettivo un'intesa prima del 6-7 agosto
(Teleborsa) - Al tavolo Electrolux convocato al Mimit è stato stabilito che il piano di licenziamenti e chiusura degli stabilimenti del gruppo viene "sospeso" per 50 giorni. È quanto si apprende al termine della riunione, con l'azienda che avrebbe annunciato la propria disponibilità a discutere misure condivise, rinunciando per il momento a procedere con licenziamenti e chiusure. Si apre così una tregua estiva durante la quale saranno calendarizzati nuovi incontri, con l'auspicio formulato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che il confronto possa concludersi prima della pausa estiva del 6-7 agosto.
Al centro del confronto resta il piano presentato dall'azienda, che prevede oltre 1.700 esuberi. Le parti si erano già incontrate al ministero lo scorso 25 maggio, quando Electrolux aveva illustrato la riduzione dell'occupazione e della capacità produttiva nazionale: un piano che sindacati, ministero e governi locali avevano definito inaccettabile, chiedendone il ritiro.
Anche in apertura del vertice odierno, il ministro Urso aveva ribadito che il piano è "irricevibile e inaccettabile, rinunciatario sul piano industriale e insostenibile per l'impatto sociale", chiedendo all'azienda di "non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate" e di aprire un confronto "senza forzature ma con spirito collaborativo".
Oltre all'azienda, al tavolo erano presenti le organizzazioni sindacali, Confindustria, le Regioni e i Comuni sede degli stabilimenti del gruppo, oltre al ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.
Urso nel suo intervento ha inquadrato la crisi in una dimensione europea: "Siamo pienamente consapevoli che la vertenza Electrolux non riguarda solo l'Italia. In due anni dodici stabilimenti dell'elettrodomestico in Europa sono stati chiusi o avviati alla chiusura e il quadro rischia di aggravarsi ulteriormente: non siamo di fronte alla somma di singole crisi aziendali, ma a una crisi strutturale del comparto nel nostro continente". Per questo, ha aggiunto, "ogni prospettiva di rilancio degli stabilimenti italiani non può reggere nel lungo periodo senza cambiare anche le regole europee".
Michele De Palma (Fiom-Cgil) ha parlato di "una tregua armata tra noi ed Electrolux". Il sindacalista ha sottolineato che oggi era già pronta l'apertura delle procedure di mobilità, con lo stabilimento di Cerreto destinato alla chiusura: "Li abbiamo fermati. Ma non siamo alla soluzione della vertenza", ha avvertito, annunciando assemblee con i lavoratori per ribadire che l'obiettivo resta "salvaguardare l'occupazione e gli impianti dell'elettrodomestico in Italia". Più cauto Ferdinando Uliano (Fim Cisl): "Non è che l'azienda fra qualche settimana si sveglia e comunica che riprende in mano il vecchio piano". Il sindacalista ha chiesto che l'impegno finanziario delle Regioni e quello del governo su energia e regole europee si traducano in fatti concreti, "altrimenti ci troveremmo di fronte a un teatro".
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