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Oro, Intesa vede calo a 4.200 dollari nel 2027 e nuovi record negli anni successivi

Finanza
Oro, Intesa vede calo a 4.200 dollari nel 2027 e nuovi record negli anni successivi
(Teleborsa) - L'allentamento delle tensioni geopolitiche potrebbe spingere l'oro in una nuova fase, ma - coerentemente con prezzi dell'energia comunque elevati, politiche monetarie meno espansive di quanto previsto in precedenza e l'ampia contrazione in atto nella domanda mondiale in gioielleria - è "appropriato un consolidamento delle quotazioni". Lo affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo in una ricerca sul tema.

Dal 2020 in poi, i mercati sono stati scossi da shock sempre più frequenti, e spesso particolarmente gravi, che hanno contribuito ad alimentare il trend rialzista dell'oro. Il metallo giallo ha quadruplicato il suo valore in poco meno di sei anni, passando da un minimo di 1.451 dollari l'oncia il 16 marzo 2020, agli albori della pandemia di Covid, fino ad un massimo di 5.595 dollari il 29 gennaio 2026, guidato da preoccupazioni sull'espansione dei debiti pubblici, aspettative di politiche monetarie espansive e momentum trading. In particolare, da febbraio 2024 l'oro ha preso il volo, sospinto da tensioni geopolitiche, domanda di banche centrali e incertezza sull'esito delle elezioni presidenziali americane. Se sono serviti quasi tre anni e mezzo per superare stabilmente la soglia dei 2.000 dollari, sono bastati pochi mesi per infrangere i 3.000 (aprile 2025, Liberation day), 4.000 (agosto 2025, Jackson Hole) e 5.000 dollari (gennaio 2026, attesa per la successione a Chairman della Federal Reserve). "A nostro avviso queste dinamiche sono state il riflesso di una diversa percezione di questo asset da parte di banche centrali e investitori, alla ricerca di protezione a fronte di una minore prevedibilità degli scenari macroeconomici e di mercato", si legge nella ricerca fimata dall'economista Daniela Corsini.

Le autorità monetarie, sostiene l'esperta, vogliono tutelare le proprie riserve strategiche contro sanzioni di paesi terzi e mitigare la propria dipendenza da politiche statunitensi e dollaro americano. Non è un caso che nel 2025 l'oro sia divenuto il primo asset nelle riserve delle banche centrali superando per la prima volta da sempre i Treasury (con una quota di ben il 27% vs il 22% degli asset in dollari). "Gli investitori desiderano un bene rifugio che possa difendere parte del portafoglio da rischi recessivi e imprevedibili crolli dell'azionario - viene sottolineato - Ciò giustifica la recente correlazione positiva fra equity e metalli preziosi: più salgono le borse, più cresce la domanda di protezione contro eventi avversi".

Quest'anno però la nomina di Kevin Warsh a nuovo chairman della Fed e la guerra in Iran hanno segnato una profonda battuta d'arresto nei rialzi di oro e argento. Da un lato, molti fondi sovrani e banche centrali mediorientali hanno venduto oro per ottenere liquidità. Emblematico il caso della Turchia: in circa quattro anni la banca centrale turca ha acquistato 220 tonnellate di oro, ma ne ha vendute o prestate ben 130 in pochi mesi per proteggere la sua valuta. Dall'altro lato, il rincaro dell'energia ha alimentato nuovamente i rischi inflattivi e quindi l'aspettativa che le politiche monetarie potessero divenire improvvisamente più restrittive. Un inasprimento del costo del denaro implica un maggiore costo-opportunità nel detenere oro, giustificando le prese di profitto da parte degli investitori.

Ora che il MoU fra Stati Uniti e Iran lascia presagire un allentamento delle tensioni geopolitiche, l'oro potrebbe avviare una nuova fase. Alcuni operatori scommettono su un rapido recupero delle quotazioni verso nuovi massimi, ma nel proprio scenario di base Intesa sposa una visione più cauta. Infatti, si attende un consolidamento fra i 3.800 dollari e i 5.200 dollari nel corso dell'anno e stima una media di circa 4.200 dollari nel 3° trimestre e di 4.200 dollari nel 4° trimestre. Su base annua, il metallo giallo potrebbe passare da circa 4.400 dollari nel 2026 a 4.200 dollari nel 2027, ma tornare a registrare nuovi record negli anni successivi. Attualmente l'oro quota 4.331 dollari.
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