Confcommercio: in secondo trimestre economia mostra "innegabili segnali di vivacità"
(Teleborsa) - Anche nel secondo trimestre l’economia italiana mostra innegabili segnali di vivacità. Lo rileva Confcommercio nella Congiuntura di giugno. Gli indicatori in alta frequenza dicono che ad aprile occupazione, turismo e produzione industriale sono in miglioramento. Anche la domanda di durevoli (autovetture) continua il percorso di recupero. A maggio, la fiducia delle famiglie è in ripresa, dopo un bimestre problematico. Restano presenti ottime ragioni per coltivare dubbi e preoccupazioni. Però, se la fragile tregua in Medio Oriente si trasformerà in un periodo di stabilità, i già presenti segnali di attenuazione dei prezzi delle materie prime energetiche potrebbero consolidarsi, così come si potrebbero sensibilmente ridurre i rischi di difficoltà negli approvvigionamenti. Il miglioramento del contesto avrebbe l’effetto di raffreddare le tensioni sui prezzi, attenuando gli effetti negativi derivanti dalla recente ripresa dell’inflazione. Se dovesse verificarsi un rallentamento nelle dinamiche economiche questo potrebbe limitarsi ai mesi a cavallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. In linea con questo scenario, il secondo trimestre dovrebbe essere stato caratterizzato da un’evoluzione del PIL ancora positiva ad aprile e maggio e una stasi a giugno.
La sintesi di queste dinamiche si traduce, secondo una prima stima, in una crescita del PIL nel secondo trimestre dello 0,4% congiunturale e dell’1,3% su base annua, stima corroborata da un positivo effetto base (il secondo quarto del 2025 è stato caratterizzato da stagnazione). In considerazione di quanto accaduto nella prima parte del 2026, e con segnali sempre più concreti di una possibile
“normalizzazione” in Medio Oriente, si rafforza la possibilità di una crescita nell’anno in corso prossima all’1%, anche nell’ipotesi di una seconda parte dell’anno meno dinamica. I consumi, calcolati nella metrica dell’ICC, si confermano a maggio in territorio positivo, consolidando la fase di recupero iniziata alla fine del 2025, con una variazione nel confronto annuo dell’1,2%.
Anche nell’ultimo mese la tendenza al miglioramento dei volumi acquistati dalle famiglie è sostanzialmente diffusa, con marcati spunti di recupero per l’automotive. Anche la domanda per i servizi, soprattutto quelli legati alla fruizione del tempo libero, si mantiene in costante crescita, anche per la perdurante spinta del turismo. In questo contesto l’incognita principale è rappresentata dall’andamento dell’inflazione. Sulla base delle nostre stime, per il mese di giugno è attesa una variazione dei prezzi al consumo dello 0,3% su maggio, comportando un’ulteriore moderata accelerazione su base annua (3,3%).
Al momento, le tensioni inflazionistiche si concentrano nei settori in cui i prezzi riflettono in maniera diretta le dinamiche delle materie prime energetiche. Tra gli elementi positivi si rileva come, dopo la stasi di maggio, per gli alimentari è attesa una moderata
diminuzione, in linea con l’esaurirsi delle tensioni sugli alimentari non lavorati.
```