(Teleborsa) -
Giornata negativa per Piazza Affari, che chiude le contrattazioni in ribasso, assieme agli altri Eurolistini. Wall Street, intanto, prosegue gli scambi in rosso, con l'
S&P-500 che arretra dello 0,92%. I mercati scontano un ritorno di tensioni sul fronte internazionale e l'impennata dei prezzi del petrolio, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito "chiuso" l'accordo di tregua con l'Iran, in seguito allo scontro a fuoco incrociato della scorsa notte. La volata del greggio ha sostenuto i titoli petroliferi, e a Milano hanno chiuso in evidenza
Eni,
Saipem e
Tenaris.
Sul fronte economico, l'ultimo
World Economic Outlook del FMI ha
confermato le stime di crescita mondiale per il 2026 ed il 2027, ma conferma un
quadro incerto e disomogeneo. La
crescita globale è confermata al
3% per il 2026 ed al
3,4% per il 2027, in calo rispetto alla media del 3,5% osservata nel 2024-2025, ma sostanzialmente invariata rispetto alle previsioni economiche formulate ad aprile 2026. In particolare, per quanto riguarda l'
Italia, le stime di crescita sono state confermate allo 0,5% nel 2026 e nel 2027, risultando fra le più basse del G7. Si prevede che l'
inflazione globale complessiva aumenterà dal 4,1% nel 2025 al
4,7% nel 2026, per poi diminuire al
3,9% nel 2027. Leggermente riviste al
rialzo rispetto ad aprile, queste proiezioni indicano che la tendenza alla disinflazione in atto dall'inizio del 2024 si è arrestata.
Guardando all'Italia, sul fronte obbligazionario Il MEF ha resi noti i dettagli dell’
emissione via sindacato denominata in dollari USA, effettuata in triple-tranche, nell’ambito del Programme for the Issuance of Debt Instruments della Repubblica Italiana: l’importo complessivo
emesso è stato pari a
6 miliardi di dollari (2,5 miliardi sia per il titolo a 5 anni che per il titolo a 10 anni, e 1 miliardo per il titolo a 30 anni) per una domanda complessiva che ha superato i 20 miliardi di dollari.
L'
Euro / dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,139. Si abbattono le vendite sull'
oro, che scambia a 4.031,5 dollari l'oncia, in forte calo dell'1,85%. Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno del 7,42%.
Sale molto lo
spread, raggiungendo +88 punti base, con un deciso aumento di 10 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,79%.
Tra le principali Borse europee in perdita
Francoforte, che scende del 2,23%, pesante
Londra, che segna una discesa di ben -1,66 punti percentuali, e seduta negativa per
Parigi, che scende del 2,18%.
Giornata “no” per la Borsa italiana, in flessione dell'1,22% sul
FTSE MIB; sulla stessa linea, perde terreno il
FTSE Italia All-Share, che si ferma a 54.447 punti, ritracciando dell'1,23%. Negativo il
FTSE Italia Mid Cap (-1,37%); sulla stessa linea, in netto peggioramento il
FTSE Italia Star (-1,57%).
Tra le
migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, bilancio decisamente positivo per
ENI, che vanta un progresso del 3,66%. Buona performance per
Saipem, che cresce del 3,18%. Sostenuta
Tenaris, con un discreto guadagno del 2,60%. Composta
Telecom Italia, che cresce di un modesto +0,82%.
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
Stellantis, che ha terminato le contrattazioni a -5,78%. Sensibili perdite per
Fincantieri, in calo del 3,88%. In apnea
Brunello Cucinelli, che arretra del 3,83%.
Ferrari scende del 3,46%.
Tra i
migliori titoli del FTSE MidCap,
Cembre (+4,27%),
Philogen (+4,07%),
Banco Desio (+3,11%) e
D'Amico (+2,57%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
Ferragamo, che ha terminato le contrattazioni a -5,51%. Tonfo di
Ariston Holding, che mostra una caduta del 4,75%. Lettera su
Caltagirone SpA, che registra un importante calo del 3,86%. Calo deciso per
Safilo, che segna un -3,6%.