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Carburanti, Rincari: Assotir chiede controlli

Consumatori: tagliare le accise

Economia
Carburanti, Rincari: Assotir chiede controlli
(Teleborsa) - Torna a salire il prezzo dei carburanti e cresce la preoccupazione di autotrasportatori e associazioni dei consumatori. Con il riacuirsi delle tensioni in Medio Oriente, il gasolio ha registrato un forte aumento nelle ultime settimane, riaprendo il dibattito sulle misure da adottare per contenere i rincari e i loro effetti sull'economia.

In una nota, Assotir chiede al Governo di evitare un nuovo taglio lineare delle accise, come avvenuto in primavera durante la prima emergenza del caro-gasolio, e di puntare invece su un maggiore controllo dell'andamento dei prezzi, sul coinvolgimento della committenza e su un monitoraggio dell'Antitrust per contrastare eventuali fenomeni speculativi.

"Il settore – commenta il Presidente Nazionale, Anna Vita Manigrasso, - è appena uscito dalla crisi di marzo-giugno e non è il solo a rischiare danni incalcolabili. Le conseguenze sull’intero sistema economico sono evidenti, tra inflazione e ulteriore indebolimento della domanda di consumi". Secondo l'associazione, il prezzo del gasolio è aumentato di circa 18 centesimi al litro in appena due settimane, tornando sui livelli di marzo, mentre le previsioni indicano possibili ulteriori rialzi fino a 2,70 euro al litro nel mese di agosto.

Secondo Claudio Donati, Segretario Generale di ASSOTIR, "è necessario non disporre un nuovo taglio lineare delle accise che, come abbiamo visto, ha penalizzato il trasporto professionale, e ha avvantaggiato solamente le gite fuori porta. Occorre invece controllare, con maggiore attenzione che in precedenza, l’andamento del prezzo del gasolio. Per un aumento di 18 centesimi al litro sono bastati 15 giorni, dal 5 al 20 luglio. Per avere lo stesso calo di 18 centesimi, invece, sono stati necessari più di tre mesi, dal 12 aprile al 5 luglio scorsi. Al Governo chiediamo maggiore incisività di intervento, rispetto a quanto finora messo in campo.

Inoltre, secondo Donati, "è ancora più urgente coinvolgere in via istituzionale la nostra committenza che deve farsi carico di questa nuova situazione invece di ricorrere a furberie e sotterfugi che, alla lunga, risulterebbero dannosi anche per sé stessa. Nella committenza va incluso anche il mondo dei Primi Vettori, ovvero i grandi operatori del trasporto che spesso si son visti riconoscere dai propri clienti l’aumento tariffario collegato al caro-gasolio, ma si sono ben guardati dal rigirarlo ai subvettori. Una distorsione di mercato non solo odiosa, ma intollerabile, perché danneggia proprio l’anello più debole della filiera che, guarda caso, è anche l’unico che mette i camion per far arrivare la merce".

Infine, "rinnoviamo l’allerta all’Antitrust - conclude Donati. - Abbiamo appena visto l’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari e altri generi di prima necessità. Su alcuni prodotti, si sono registrati rincari a due cifre, con la scusa degli aumenti dei costi di trasporto. In realtà, anche nei pochi casi in cui i trasportatori hanno ottenuto un aumento tariffario, la sua incidenza sul prezzo di vendita del prodotto finale doveva essere minima, nell’ordine dello zero virgola, e non dell’8% o addirittura del 12% come è successo. Aumenti che sanno di speculazione in danno del consumatore, addossando la responsabilità al trasportatore che, a volte, non aveva preso neppure un centesimo di aumento".

Sul fronte dei consumatori, il Codacons denuncia una nuova "stangata estiva" per gli automobilisti. Secondo l'associazione, il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria ha raggiunto 2,091 euro al litro, con un aumento di 20,9 centesimi rispetto al 3 luglio, data in cui è terminato il precedente taglio delle accise. La benzina, nello stesso periodo, è rincarata mediamente di 13,2 centesimi al litro.

In termini di spesa, un pieno di gasolio costa oggi circa 10,4 euro in più rispetto ai primi di luglio, mentre per un pieno di benzina l'aumento è di circa 6,6 euro. Per il Codacons, la nuova applicazione "Osservaprezzi" del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, entrata in funzione oggi per aiutare gli automobilisti a individuare i distributori più convenienti, rappresenta uno strumento utile ma insufficiente a far diminuire i prezzi alla pompa. L'associazione ribadisce quindi la richiesta di un intervento immediato sulle accise.

Anche l'Unione Nazionale Consumatori esprime perplessità sulla nuova app. Il presidente Massimiliano Dona ritiene che "I nostri uffici hanno iniziato a testare l’App e le prime considerazioni sono che così è inutile. Una volta preimpostato il raggio di ricerca, che arriva al massimo a 10 km, mentre andrebbe esteso a 30 km, l’App dovrebbe, appena aperta, mostrare subito, in automatico, i 3 o 5 prezzi più convenienti nel raggio preimpostato, utilizzando la posizione Gps, rispetto al carburante preferito e non fare apparire i prezzi medi regionali, che invece non solo non servono a niente ma sono addirittura fuorvianti, o far vedere un elenco spropositato di distributori, elenco nel quale non compare nemmeno il prezzo praticato e bisogna cliccare sui dettagli per visualizzarlo. Inoltre, il prezzo non è in ordine crescente, ma sparso. Non si può essere costretti, dopo che è spuntato l’elenco, a dove cliccare ogni volta sui filtri per poterli vedere in ordine di prezzo. Bisogna capire che mentre si è in macchina una persona non ha tempo di fare 10 click per trovare quello che gli serve. Non si può organizzare una caccia al tesoro per cercare quello di cui abbiamo necessità. Si deve poter preimpostare che appiano in automatico e subito i 3 o 5 prezzi in ordine di convenienza per il carburante prescelto".

"Quanto ai prezzi medi regionali, dovrebbero sparire o almeno consentire al consumatore di cambiare le impostazioni e di eliminarli, dato che, come sostiene l’Antitrust, un impianto "risulta effettivamente in concorrenza soltanto con gli impianti situati a pochi chilometri di distanza". Di conseguenza "potrebbe facilmente verificarsi che il prezzo in una determinata sotto-zona sia diverso (ad esempio inferiore ndr.) da quello medio regionale che quindi costituirebbe un indicatore non rappresentativo della situazione locale e come tale poco utile al consumatore". In soldoni: le medie regionali sono ingannevoli", prosegue Dona.

L'associazione evidenzia inoltre come il gasolio abbia raggiunto i livelli più elevati dalla metà di aprile, mentre la benzina risulti oggi più cara rispetto al periodo in cui il Governo introdusse il primo sconto sulle accise, tornando a chiedere un nuovo intervento fiscale per contenere il peso dei rincari su famiglie e imprese.
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