(Teleborsa) - In tema di
torri, il piano di
Tim prevede "che la
migrazione da Inwit inizi dal 2030, subordinatamente all’esito del procedimento legale in corso, con un trasferimento graduale alla joint venture TIM/Fastweb e ad altri operatori". Lo ha detto il ceo della telco,
Pietro Labriola, nel corso della conference call con gli analisti a valle dei
risultati trimestrali.
Tuttavia, per quanto riguarda le
trattative legali in corso con Inwit, “per chiarezza, è ancora
troppo presto per commentare la questione: si tratta di una procedura specifica prevista nell’ambito della controversia, quindi non ho altro da aggiungere al riguardo”., ha aggiunto l'Ad.
Interrogato su
Fibercop, Labriola ha sottolineato che TIM sta "riscontrando un
deterioramento nella qualità del servizio e nelle garanzie offerte". I problemi di qualità del servizio riscontrati dal nostro principale fornitore all'ingrosso di fibra ottica "hanno inciso negativamente sull'andamento commerciale in alcune aree e il ripristino del livello di prestazioni previsto nell'intero ecosistema rimane una priorità importante", ha aggiunto il manager, avvertendo però che "
non si tratta di un problema specifico legato a Tim". "Potete chiedere all'Autorità o a tutti i nostri concorrenti, perchè tutti stanno riscontrando questo tipo di problema", ha spiegato. "Questo è un problema che non vogliamo, perchè danneggia la nostra base clienti e ci costringe a pagare penali. Siamo un fornitore di servizi e vorremmo che i nostri clienti potessero beneficiare delle opportunità offerte dalla banda ultralarga. Non si tratta ancora di un problema strutturale - ha concluso -, ma
deve essere risolto al più presto".
Ancora, in tema di
rinnovo delle frequenze, Labriola ritiene "molto positive le linee guida", perchè crede che "rappresenteranno un importante stimolo per il
consolidamento del mercato". Tuttavia il manager ha precisato che "per capire esattamente il punto di caduta bisognerà attendere la pubblicazione del
provvedimento dell'Agcom".
"Ieri - ha aggiunto l'Ad di TIM - l'Authority ha deliberato l'avvio della
consultazione pubblica relativa alla definizione del
quadro regolatorio per il rinnovo dei diritti d'uso delle frequenze radiomobili in scadenza a fine 2029".
A riprova dell'importanza per il mercato, "un rapporto pubblicato un paio di giorni fa dalla
GSMA spiegava, come ovunque in Europa, che il
passaggio da 4 operatori a 3 operatori è l'unica via per un
servizio migliore al cliente - ha proseguito Labriola -. Ci sono alcuni esempi che dimostrano come il Paese in cui si è passati da 4 a 3 frequenze sia riuscito ad aumentare il livello di qualità del servizio offerto al cliente, senza un aumento di prezzo, mentre il Paese in cui la concorrenza era più elevata ha registrato un progressivo deterioramento della qualità del servizio".