(Teleborsa) - Le ultime tariffe di Trump colpite da una nuova causa intentata da un gruppo di Stati
Un gruppo di 25 Stati americani, tra cui
New York, California e Illinois, ha avviato un'azione legale contro la
nuova tornata di dazi introdotta dal presidente Donald Trump, sostenendo che le misure siano illegali. Il ricorso è stato depositato presso la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti a Manhattan e si aggiunge alle cause già promosse da diverse piccole imprese importatrici.
Secondo i procuratori generali degli Stati coinvolti, l'amministrazione avrebbe fatto un uso improprio della Sezione 301 del Trade Act del 1974 per reintrodurre tariffe che in precedenza erano state annullate dalla Corte Suprema o erano giunte a scadenza.
La
procuratrice generale di New York, Letitia James, ha accusato la Casa Bianca di tentare nuovamente di aumentare i costi per famiglie e imprese attraverso dazi che, a suo giudizio, il presidente non ha il potere di imporre unilateralmente.
Le nuove misure prevedono
tariffe comprese tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti dalla maggior parte dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. L'amministrazione Trump sostiene che i dazi siano giustificati da un'indagine che ha evidenziato presunti casi di lavoro forzato nelle
catene di approvvigionamento di circa 60 economie, con effetti negativi sui lavoratori americani.
I ricorrenti contestano però questa motivazione, sostenendo che i dazi rappresentino in realtà una politica tariffaria generalizzata e non un intervento mirato, come previsto dalla normativa.
La nuova battaglia giudiziaria arriva dopo che, nei mesi scorsi, la
Corte Suprema aveva già dichiarato illegittimi i precedenti dazi globali imposti da Trump attraverso l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Successivamente il presidente aveva introdotto nuove tariffe basandosi su altre disposizioni legislative, alimentando un contenzioso che continua ad allargarsi.
Nel frattempo, anche numerose aziende importatrici chiedono il rimborso dei dazi già versati, aprendo un ulteriore fronte legale che potrebbe avere conseguenze significative sulla politica commerciale dell'amministrazione.