Cina, segnali di rallentamento in avvio del secondo semestre con produzione e vendite sotto le attese
(Teleborsa) - L'economia cinese ha avviato il secondo semestre 2026 evidenziando segnali di rallentamento con la produzione industriale e i consumi che hanno registrato dati peggiori del previsto.
Secondo quanto pubblicato oggi dall'Ufficio Nazionale di Statistica (NBS), la produzione industriale è cresciuta a un ritmo più lento per la prima volta in tre mesi, registrando a luglio un aumento del 4,5% annuo rispetto al +5% del consensus e al +5,3% di giugno. La crescita delle vendite al dettaglio ha rallentato, contro le attese (+1,5%), a +0,6%, dal +1% del mese precedente.
Il tasso di disoccupazione è salito al 5,2% dal 5% di giugno, a fronte del 5,1% stimato dagli analisti.
La debole domanda interna e le interruzioni causate da condizioni meteorologiche estreme stanno frenando un'economia già indebolita da mesi di austerità fiscale. La crescita è scesa al di sotto dell'obiettivo annuale del governo del 4,5%-5% nel secondo trimestre, nonostante il boom delle esportazioni, e Bloomberg stima un ulteriore indebolimento ad agosto.
Il mese scorso, forti piogge e venti hanno colpito vaste aree della Cina, causando la temporanea chiusura di fabbriche e porti, interruzioni di corrente e costringendo decine di migliaia di persone a evacuare. Sebbene l'impatto di questi disagi possa essere solo temporaneo, le autorità stanno monitorando attentamente i dati per valutare se siano necessari ulteriori aiuti all'economia al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi di crescita.
Il mese scorso, i massimi funzionari cinesi hanno intanto adottato un tono sostanzialmente accomodante sull'economia. Pur astenendosi dall'annunciare nuovi stimoli, hanno affermato che il governo "pianificherà l'attuazione tempestiva di nuove politiche pragmatiche ed efficaci".
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