Milano 11:24
53.221 -0,68%
Nasdaq 17-ago
29.995 0,00%
Dow Jones 17-ago
53.460 -0,51%
Londra 11:24
10.711 -0,08%
Francoforte 11:24
26.221 -0,44%

Longevità e previdenza, al centro della strategia Credem

Maurizio Giglioli, Direttore Marketing e Condirettore Centrale del Gruppo Credem indica i tre pilastri della pianificazione patrimoniale: previdenza complementare, gestione del risparmio e coperture assicurative

Banche, Finanza
Longevità e previdenza, al centro della strategia Credem
(Teleborsa) - L'allungamento della speranza di vita in Italia, che secondo l'ISTAT ha superato gli 83 anni, impone una riflessione sulla sostenibilità finanziaria del periodo post-pensionamento e sulla qualità della vita degli over 65: dagli aspetti riguardanti la salute fino all'esigenza di un tenore economico-finanziario adeguato per un periodo prolungato dopo il pensionamento. "Tutti questi aspetti devono essere "allenati" già in età lavorativa per affrontare la longevità con maggior serenità", è quanto sottolinea Maurizio Giglioli, Direttore Marketing e Condirettore Centrale Credem, affrontando il tema della longevità e dei Longennial.

Il quadro di riferimento è quello di un sistema previdenziale in trasformazione: mentre in passato la pensione garantiva importi vicini all'ultimo stipendio, i futuri pensionati percepiranno assegni significativamente più bassi. "Nel corso degli ultimi decenni vi è stato un cambiamento di prospettiva globale circa la sostenibilità dei sistemi pensionistici. In Italia il problema è acuito anche dal forte calo della natalità. Abbiamo meno giovani lavoratori che contribuiscono ad alimentare il sistema pensionistico ma una quota crescente di percettori di pensione. Questo squilibrio metterà sempre più sotto pressione i livelli pensionistici e quindi il tenore di vita di pensionati, che vivranno peraltro sempre più a lungo", afferma il manager di Credem.

Da qui la necessità di acquisire la consapevolezza del divario, attraverso simulazioni effettuate per tempo, e di adottare "una prospettiva di medio lungo termine" sia nell’investimento dei propri risparmi, che nella prevenzione sanitaria, evitando così il costo imprevisto delle cure mediche.

La propensione al risparmio tipica delle famiglie italiane "gioca un ruolo sicuramente importante e sarà di aiuto" - sottolinea Giglioli - ma appare "fondamentale" avviare una pianificazione da giovani e comunque entro i 40-45 anni, così da sfruttare "l'effetto composto degli investimenti nel lungo termine con risultati economici che serviranno a colmare le esigenze post pensionamento". L'obiettivo - precisa Giglioli - "non è solo accumulare, ma gestire attivamente il capitale risparmiato affinché possa lavorare sulle giuste asset allocation sia prima che dopo il pensionamento, integrando la pensione".

Giglioli mette in luce anche l'importanza della consapevolezza nelle scelte di investimento e la necessità di "accrescere la cultura finanziaria" degli italiani, per questo stiamo sperimentando il "Longevity Plan, un servizio svolto dai nostri consulenti che nei prossimi mesi analizzerà i progetti di vita dei nostri clienti, il tenore di vita atteso e le risorse che saranno disponibili post pensionamento".

La pianificazione patrimoniale propone uno schema basato su tre pilastri. Il primo è la previdenza complementare, attraverso fondi pensione o piani individuali pensionistici, che consentono di costruire un secondo assegno con vantaggi fiscali. Il secondo è rappresentato dalle soluzioni di gestione del risparmio, finalizzate a ottimizzare l'allocazione del capitale e la sua crescita, bilanciando rischio e rendimento con adeguata attenzione all’equity in ottica di lungo termine. Il terzo riguarda le coperture assicurative, idonee a limitare l'impatto delle spese impreviste e sanitarie.

Quanto al tema del passaggio generazionale, Giglioli cita strumenti come i Piani Individuali di Risparmio (PIR), che in taluni casi prevedono l'esenzione dalle imposte sui rendimenti, e le soluzioni assicurative a contenuto finanziario, che offrono vantaggi in termini di pianificazione successoria e segregazione del patrimonio.

Particolare attenzione è riservata al patrimonio immobiliare, che in Italia presenta alte percentuali di possesso. "Il patrimonio immobiliare può rappresentare una riserva di liquidità spesso inesplorata nella cultura italiana", afferma il Direttore Marketing di Credem, "si possono esplorare strumenti che possono liberare risorse finanziarie destinabili a investimenti o a spese rilevanti, comprese quelle sanitarie e assistenziali, senza imporre l'abbandono dell'abitazione principale".

La dimensione intergenerazionale del patrimonio implica poi il supporto ai genitori nella trasmissione del patrimonio e l'accompagnamento dei figli nell'accesso a servizi utili al loro ruolo di caregiver. Questo è il difficile compito di quella che viene chiamata "generazione sandwich". "Non si tratta tanto di redigere un testamento, ma di pianificare la successione in vita", afferma Giglioli, citando il ruolo dei trust e delle polizze vita complesse.

In conclusione, la longevità non si allena solo nella dimensione economica, ma coinvolge anche la qualità della vita. Su questa premessa il Gruppo Credem ha avviato da anni un percorso denominato Wellbanking, che affianca ai servizi finanziari tradizionali soluzioni dedicate al benessere di vita, alla protezione della salute ed alla generale protezione dai rischi.
Condividi
```