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Mercati futures: cosa sono, come funzionano e quali tipi di contratti esistono

Economia, Finanza, Macroeconomia · 19 agosto 2026 - 14.36

Un future è un contratto derivato con cui due parti si impegnano a comprare o vendere una determinata attività a una data futura, a un prezzo stabilito oggi. Il sottostante può essere una materia prima, un indice azionario, una valuta, un tasso d’interesse o un altro strumento finanziario.

Mercati futures: cosa sono

Il prezzo di un contratto future viene quindi fissato al momento dell’accordo, mentre la liquidazione avviene più avanti. Perciò, i futures possono essere usati sia per proteggersi dalle variazioni dei prezzi sia per prendere posizione sull’andamento di un mercato.

Un produttore di grano, per esempio, può vendere futures per difendersi dal rischio che il prezzo del raccolto scenda nei mesi successivi. Se il prezzo cala, il valore del grano fisico diminuisce, ma il guadagno sul future può compensare in parte la perdita.

Una compagnia aerea può invece usare contratti collegati al petrolio o ai carburanti per ridurre l’impatto di eventuali rincari. In questo caso il future diventa uno strumento di copertura, perché serve a rendere più prevedibile un costo futuro.

Diverso è l’uso speculativo. Un trader può comprare un future se prevede un rialzo del sottostante, oppure venderlo se si aspetta una discesa. In questo caso l’obiettivo è guadagnare dalla variazione del prezzo.

Il future è negoziato su mercati regolamentati e ha caratteristiche standardizzate. È il mercato a stabilire la quantità del contratto, le scadenze, le modalità di regolamento, gli orari di negoziazione e la variazione minima di prezzo. Questa struttura lo distingue dai contratti forward, che sono spesso accordi su misura tra due controparti.

Nei futures entra inoltre in gioco una clearing house, cioè una camera di compensazione. Il suo ruolo è gestire le garanzie richieste agli operatori e ridurre il rischio che una delle parti non rispetti gli impegni presi.

Come funzionano prezzo, margini e leva

Per aprire una posizione futures si versa un deposito di garanzia, chiamato margine iniziale. Questo importo rappresenta solo una parte del valore complessivo del contratto. Ad esempio, prendiamo un future che controlla un valore teorico di 50.000 euro. Per aprire la posizione può bastare un margine iniziale di 5.000 euro. Quindi con 5.000 euro si espone il conto a un contratto molto più grande.

Da qui nasce la leva: il future permette di muovere contratti di valore elevato con un deposito iniziale ridotto, ma proprio per questo amplifica sia i potenziali guadagni sia le possibili perdite.

Ogni giorno la posizione viene aggiornata con il meccanismo del mark to market: se il mercato si muove a favore, il conto riceve un accredito, mentre se si muove contro, viene registrato un addebito. Quando le garanzie disponibili scendono sotto la soglia richiesta, l’intermediario può chiedere un’integrazione del margine.

Nei futures il prezzo quotato non coincide sempre con l’effetto economico reale della posizione. Ogni contratto ha un moltiplicatore, cioè un valore assegnato a ogni punto o unità di movimento del sottostante.

Per esempio, se un future su indice ha un moltiplicatore di 5 euro per punto, una variazione di 10 punti non vale 10 euro, ma 50 euro per contratto. Con più contratti aperti, l’effetto cresce ancora. Ecco spiegato perché anche oscillazioni contenute del prezzo possono generare guadagni o perdite rilevanti sul conto.

Scadenza, rollover e regolamento

Ogni future ha una scadenza. Alla fine del ciclo il contratto viene chiuso, regolato o sostituito con una scadenza successiva. Il passaggio da un contratto in scadenza al successivo si chiama rollover ed è una pratica abituale per chi vuole mantenere l’esposizione nel tempo.

Il regolamento può avvenire in due modi.

Nel regolamento fisico viene consegnato il sottostante, come accade in alcuni contratti su materie prime.

Nel regolamento cash-settled viene pagata in denaro la differenza tra il prezzo del contratto e il valore finale di riferimento.

Alcuni futures prevedono la consegna fisica del sottostante alla scadenza, come può accadere con materie prime agricole, energia o metalli. Altri, invece, si regolano in denaro: alla chiusura viene calcolata solo la differenza tra il prezzo del contratto e il valore finale del sottostante.

Nella pratica, molti investitori chiudono la posizione prima della scadenza. In questo modo non arrivano alla consegna del bene e realizzano il guadagno o la perdita maturata sul contratto.

Questo aspetto è molto importante per il retail. Un investitore privato non deve trattare tutti i futures come semplici strumenti “da comprare e vendere”, perché alcuni contratti nascono per chi lavora davvero con quel bene: produttori, raffinerie, compagnie aeree, trader professionali, operatori agricoli.

Il rischio è arrivare vicino alla scadenza senza sapere cosa prevede il contratto. Su alcuni futures può esserci consegna fisica del sottostante, almeno nelle regole del contratto. Quindi chi fa trading sul petrolio non vuole ricevere barili e chi compra un future sul grano non vuole ritirare tonnellate di cereali. Ecco perché deve sapere quando chiudere o trasferire la posizione prima delle fasi operative della scadenza.

Le principali tipologie di futures

I futures si possono raggruppare in base al sottostante.

TIPOLOGIASOTTOSTANTEUSO TIPICO
Futures su indici S&P 500, Nasdaq, DAX, FTSE MIB, CAC 40 Esposizione o copertura sul mercato azionario
Futures su commodity Petrolio, oro, rame, grano, mais, caffè Copertura del prezzo o trading su materie prime
Futures su tassi Euribor, SOFR, €STR, Fed Funds Gestione del rischio sui tassi
Futures su obbligazioni BTP, Bund, OAT, Bono Esposizione alla curva dei rendimenti
Futures valutari Euro/dollaro, sterlina/dollaro, yen Copertura cambio e trading FX
Futures energetici Gas, power, emissioni CO2 Copertura di costi energetici e regolatori
Futures su credito Indici o strutture legate al rischio credito Gestione avanzata del rischio obbligazionario

La crescita dei micro futures

Una categoria interessante è quella dei micro futures. Si tratta di futures con una dimensione ridotta rispetto ai contratti tradizionali e servono a prendere posizione su un mercato con un’esposizione più contenuta.

L’esempio più noto arriva dagli Stati Uniti, dove CME Group, uno dei principali mercati mondiali dei derivati, offre i Micro E-mini futures sugli indici azionari americani. Il Micro E-mini S&P 500 segue l’andamento dell’indice S&P 500, ma ha una taglia pari a un decimo del corrispondente E-mini. In pratica, ogni punto indice vale 5 dollari per contratto.

Il meccanismo è questo: se l’S&P 500 si muove di 10 punti, il Micro E-mini genera una variazione di 50 dollari per contratto, mentre l’E-mini genera una variazione di 500 dollari. Con un future più grande, la stessa oscillazione avrebbe un effetto molto più pesante sul conto. La taglia ridotta permette quindi di dosare meglio l’esposizione e di passare dall’esercizio teorico all’operatività reale con contratti meno pesanti rispetto ai futures maggiori.

Questi strumenti sono quotati su mercati statunitensi, hanno valori espressi in dollari e richiedono un intermediario che consenta l’accesso ai futures internazionali. Anche gli orari seguono la logica del mercato americano, con una negoziazione molto estesa dalla domenica al venerdì.

Non solo indici e petrolio: i futures dei mercati specialistici

Nelle guide sui futures si parla spesso di petrolio, oro e indici azionari, ma il mercato reale è molto più ampio e copre settori che entrano nella vita economica quotidiana. Su ICE Futures Europe, per esempio, si trovano contratti su petrolio, gas naturale, energia elettrica, carbone, emissioni, tassi, derivati azionari e soft commodity.

Il comparto energetico è uno dei più importanti. EEX tratta futures sull’energia elettrica europei con scadenze che, su alcuni mercati elettrici, possono arrivare fino a 10 anni. Questi contratti possono prevedere consegna fisica o regolamento in denaro e vengono usati dalle utility, dai trader energetici e dai grandi consumatori industriali per rendere più prevedibili costi e ricavi futuri.

Un altro segmento poco raccontato riguarda le emissioni di CO2. Gli EUA Futures negoziati su ICE Endex sono collegati alle quote europee di emissione, cioè ai permessi che molte imprese devono possedere per coprire la CO2 prodotta dalle proprie attività. Per un’azienda soggetta al sistema ETS, il prezzo della CO2 può gravare sui costi come accade per l’energia, le materie prime o i trasporti. Se le quote diventano più care, produrre può costare di più, mentre se il prezzo scende, l’impatto economico si riduce.

Ci sono poi mercati ancora più specialistici. I Container Freight Futures di Euronext sono contratti regolati in dollari e in denaro, costruiti su indici del trasporto marittimo. Servono a proteggersi dalle variazioni dei noli container, cioè dei costi pagati per spedire merci via nave. Se un’azienda importa o esporta prodotti, quel costo può cambiare molto. Per esempio, se aumentano i problemi sulle rotte marittime, se mancano navi disponibili o se una tratta diventa più lunga e costosa, spedire un container può diventare molto più caro. I futures sui noli, quindi, permettono agli operatori di proteggersi dal rischio che il costo del trasporto salga troppo.

Euronext tratta anche futures sul salmone: in questo caso il contratto non serve a ricevere fisicamente il pesce, ma a seguire l’andamento di un indice settimanale dei prezzi del salmone. Alla scadenza, quindi, non avviene una consegna, ma un regolamento in denaro basato sulla differenza tra il prezzo del contratto e il valore dell’indice. Per i produttori, i distributori e gli operatori del settore alimentare, uno strumento di questo tipo può aiutare a gestire il rischio legato alle oscillazioni del prezzo del salmone.

I mini futures sui titoli di Stato europei

Un’altra novità utile per capire l’evoluzione del settore riguarda i mini futures sui principali titoli di Stato europei. Sono contratti collegati a obbligazioni governative come BTP italiani, OAT francesi, Bund tedeschi e Bono spagnoli, ma non prevedono la consegna fisica del titolo alla scadenza: il regolamento avviene in denaro, sulla base della variazione del prezzo del future.

In pratica, chi usa questi strumenti non compra direttamente un titolo di Stato, ma prende posizione sul movimento del mercato obbligazionario: se il prezzo del future sale o scende, la posizione genera un guadagno o una perdita. Il legame con i rendimenti resta però fondamentale, perché nel mercato obbligazionario prezzo e rendimento si muovono in direzioni opposte: quando i rendimenti salgono, il prezzo dei bond tende a scendere e quando i rendimenti calano, il prezzo tende a salire.

La taglia ridotta li distingue dai futures obbligazionari usati dagli operatori istituzionali.

Come capire se un future è liquido: volume, contratti aperti e limiti operativi

Per capire quanto un mercato futures sia realmente attivo, due dati sono particolarmente utili:

  • Volume: indica quanti contratti sono stati scambiati durante una sessione. Se il volume è alto significa che in quel mercato ci sono molti scambi e, di solito, è più facile entrare o uscire dalla posizione senza subire differenze troppo ampie tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.
  • Open interest: misura quanti contratti restano aperti a fine giornata. Non conta gli scambi già chiusi, ma le posizioni ancora in essere. Un open interest elevato segnala che molti operatori mantengono esposizioni su quel contratto, quindi il mercato non è animato solo da passaggi veloci, ma anche da posizioni ancora aperte.

La lettura combinata di questi due dati aiuta a capire meglio la forza di un movimento: un prezzo che sale con volumi elevati e un open interest in aumento può ad esempio indicare l’ingresso di nuove posizioni.

Nei futures esistono anche limiti di posizione, cioè soglie massime al numero di contratti che un singolo operatore può detenere. Questi limiti diventano particolarmente importanti nei mercati a consegna fisica, come alcune materie prime. Quando si avvicina la scadenza, chi resta dentro potrebbe essere coinvolto nelle procedure di consegna o ritiro del sottostante.

Questo non significa che un investitore retail si ritrovi automaticamente i cereali sotto casa: la consegna passa da magazzini, depositi, documenti e regole di mercato. Però chi resta dentro troppo vicino alla scadenza può entrare in una fase pensata per operatori professionali, non per chi voleva solo fare trading sul prezzo. Per questa ragione molti intermediari impongono la chiusura o il rollover della posizione prima delle date decisive. Il contratto viene chiuso oppure sostituito con una scadenza successiva, evitando di arrivare alla fase di consegna.

A cosa servono davvero i futures

I futures hanno tre funzioni principali:

  • Copertura: serve a ridurre l’incertezza su un prezzo futuro.
  • Speculazione: punta a guadagnare dal movimento del sottostante.
  • Arbitraggio: cerca differenze di prezzo tra strumenti collegati.

Per un investitore retail, la cosa più importante da capire è che ogni future ha regole proprie. Prima di operare bisogna sapere su quale sottostante si sta prendendo posizione, quanto vale realmente il contratto, come si muove il prezzo, quali garanzie servono e cosa accade alla scadenza.

I futures restano strumenti nati per dare un prezzo al rischio futuro. Possono servire a coprire i costi, a proteggere i ricavi o a prendere posizione su un mercato specifico, ma richiedono attenzione a elementi come leva, liquidità e regole operative. La loro utilità sta proprio nella capacità di trasformare le aspettative e l’incertezza in contratti negoziabili.

Piccolo glossario dei mercati futures

TERMINESIGNIFICATO
Future Contratto derivato che impegna le parti a comprare o vendere un sottostante a una data futura, con prezzo fissato oggi
Sottostante Bene o strumento a cui il future si riferisce: può essere grano, petrolio, oro, valuta, indice azionario o tasso d’interesse
Prezzo future Prezzo stabilito al momento della negoziazione, usato come riferimento per la liquidazione del contratto
Valore nozionale Valore complessivo controllato dal contratto, spesso molto superiore al margine versato
Moltiplicatore Valore assegnato a ogni punto o unità di movimento del sottostante
Tick Minima variazione di prezzo prevista dal contratto
Margine iniziale Deposito richiesto per aprire una posizione futures
Leva Effetto per cui un deposito ridotto consente di controllare un contratto di valore più elevato
Mark to market Aggiornamento giornaliero della posizione in base al prezzo di mercato
Margine di variazione Accredito o addebito giornaliero generato dal movimento del future
Garanzie Somme richieste agli operatori per coprire le possibili perdite generate dalle variazioni di prezzo del contratto
Scadenza Data in cui il contratto arriva a termine e viene regolato secondo le modalità previste dal mercato
Rollover Passaggio da un future vicino alla scadenza a un contratto con scadenza più lontana
Regolamento fisico Chiusura del contratto con consegna del sottostante, secondo le regole previste dal mercato
Regolamento in denaro Chiusura cash-settled, con pagamento della differenza tra prezzo del contratto e valore finale di riferimento
Consegna fisica Fase operativa prevista da alcuni futures su materie prime, energia o metalli
Liquidazione Chiusura del contratto, che può avvenire con consegna fisica del bene oppure con regolamento in denaro
Copertura Uso del future per ridurre il rischio legato a un prezzo futuro incerto, come nel caso di un produttore agricolo o di una compagnia aerea
Speculazione Uso del future per cercare un guadagno dal rialzo o dal ribasso del prezzo del sottostante
Arbitraggio Operazione che sfrutta differenze di prezzo tra strumenti o mercati collegati
Mercato regolamentato Sede di negoziazione in cui i contratti seguono regole definite su quantità, scadenze, orari e modalità operative
Standardizzazione Caratteristica dei futures per cui le condizioni principali del contratto sono stabilite dal mercato e non negoziate liberamente tra le parti
Forward Contratto simile al future, ma costruito su misura tra due controparti e di solito negoziato fuori dai mercati regolamentati
Clearing house Camera di compensazione che si interpone tra compratore e venditore, gestisce le garanzie e riduce il rischio di mancato adempimento
Volume Numero di contratti scambiati durante una sessione
Open interest Numero di contratti ancora aperti a fine giornata
Limiti di posizione Soglie massime al numero di contratti che un singolo operatore può detenere
Micro futures Futures di taglia ridotta, pensati per offrire un’esposizione più contenuta rispetto ai contratti più grandi
Mini futures obbligazionari Contratti di dimensione ridotta collegati a titoli di Stato, con regolamento in denaro
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