Difesa, Polonia punta alla creazione di una florida industria militare
Varsavia si prepara a spendere quest'anno 53 miliardi di euro pari al 4,7% del PIL
(Teleborsa) - La guerra ai confini dell'Europa e la prossimità all'Ucraina stanno creando in Polonia il più grande arsenale militare del Vecchio Continente, ma anche una potenza indipendente dalle forniture americane, che sino ad oggi sono state cruciali per la spesa militare. Una evoluzione che conferma il successo del programma europeo SAFE, che punta proprio a creare una industria della difesa europea e rafforzare l'indipendenza militare del Continente.
La Polonia si prepara quest'anno a spendere circa 53 miliardi di euro (circa 200 miliardi di zloty) per le forze armate, in forte aumento rispetto ai 44 miliardi dell'anno precedente, portando la spesa militare ad un record del 4,7% del PIL. Si tratta, secondo Reuters, della quarta spesa più alta del Continente, dopo Francia, Italia e Germania. La spesa in difesa di Varsavia e pressoché quadruplicata dal 2022, anno dello scoppio della guerra in Ucraina.
E sebbene le forniture dagli USA siano ancora indispensabili per alcuni armamenti di punta, come i missili Patriot, i carri armati Abrams ed i caccia F-35, Varsavia sta tentando di affrancarsi dalle forniture estere, per creare una industria della difesa europea. Il rafforzamento dell'industria nazionale risponde a problemi di sicurezza negli approvvigionamenti, ma genera anche ampi benefici a livello nazionale, dove si sta costruendo una florida industria della difesa.
Una evoluzione che è frutto del programma europeo SAFE (Security Action for Europe) , lo strumento finanziario dell'UE che punta a mettere a disposizione fino a 150 miliardi di euro sotto forma di prestiti agevolati agli Stati membri, raccogliendo risorse sui mercati dei capitali tramite l'emissione di obbligazioni comuni. Gli obiettivi del SAFE infatti sono quelli di stimolare gli investimenti nella difesa, incentivare gli appalti congiunti, rafforzare l'industria militare europea e modernizzare gli arsenali militari. A fine maggio, la Polonia ha ricevuto il primo pagamento del SAFE di circa 6,6 miliardi di euro, pari a circa il 15% dei 43,7 miliardi spettanti.
Risorse enormi per Varsavia, che non sta semplicemente spendendo per la difesa, ma sta cercando di rafforzare l'industria nazionale, con commesse a pioggia alle industrie della difesa locali. In questo clima si attende il MSPO, la più grande fiera internazionale del settore della difesa in Europa Centrale e Orientale e la terza in Europa dopo Eurosatory a Parigi e DSEI a Londra. L'esposizione, che si terrà dall'8 all'11 settembre a Kielce, in Polonia, ha chiamato all'appello circa 1.000 espositori provenienti da tutto il mondo.
Frattanto, lo scorso 24 agosto, Polonia, Norvegia, Lituania e Lettonia hanno firmato un accordo quadro per l'acquisto di sistemi di difesa aerea portatili Piorun dal gruppo statale polacco PGZ, per un valore di oltre 8 miliardi di zloty. Una testimonianza delle potenzialità che lo sviluppo di un'industria interna può avere per l'economia polacca e per l'UE. "È il primo contratto di questo tipo in cui un consorzio non è formato da aziende, ma da Paesi", ha dichiarato Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa polacco, durante la cerimonia ufficiale della firma, parlando di una "dimostrazione di forza, di resilienza, una dimostrazione che la Polonia può essere un esportatore di equipaggiamento militare".
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