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Lavoro, dall’IA alla transizione energetica: governare il cambiamento

Economia
Lavoro, dall’IA alla transizione energetica: governare il cambiamento
(Teleborsa) - Non solo celebrare i 120 anni della Cgil, ma interrogarsi sul futuro del lavoro e sulle trasformazioni che lo stanno attraversando. È il tema di "Le trasformazioni del lavoro. La persona al centro", l’iniziativa internazionale organizzata dalla Cgil a Milano nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della Confederazione. Tre i temi al centro del confronto: transizione energetica, intelligenza artificiale e passaggio da un’economia di guerra a un’economia di pace.

Ranieri: "Non basta anticipare le infrastrutture, serve anticipare le competenze"

La transizione energetica è già in corso e richiede, oltre agli investimenti infrastrutturali, nuove competenze. È quanto ha sottolineato Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-Distribuzione, ricordando il percorso di sviluppo della rete sostenuto da circa 40 miliardi di euro di investimenti e che ha consentito di connettere due milioni di produttori, tra famiglie e piccoli operatori, con un risparmio stimato in circa 1,8 miliardi di euro sulle bollette.

"La rete che abbiamo oggi è il risultato di una pianificazione industriale a lungo termine, che ha cercato di anticipare i cambiamenti", ha spiegato Ranieri. Ma, ha aggiunto, "Abbiamo imparato che non basta anticipare le infrastrutture, serve anticipare le competenze".

Il percorso ha coinvolto anche assunzioni e formazione nell’indotto e nelle imprese collegate, per complessive circa 12 mila persone. Per i prossimi anni è previsto un ulteriore piano di investimenti: "Investiremo 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Serve un patto rinnovato tra imprese, istituzioni e parti sociali per accompagnare la transizione".

Floridi: "Rendere questa curva più gentile e giusta"

Anche la trasformazione tecnologica pone al centro il tema delle conseguenze sul lavoro. Luciano Floridi, professore e direttore fondatore del Centro di etica digitale dell’Università di Yale, ha invitato a evitare previsioni sulla scomparsa dell’occupazione.

"La tecnologia ha sempre distrutto il lavoro e l’ha sempre ricostruito", ha spiegato. Con l’intelligenza artificiale, "alcuni impieghi spariranno, altri saranno irriconoscibili, altri nasceranno".

Secondo Floridi, i rischi riguardano in particolare chi è oggi nel pieno della propria vita lavorativa, mentre per le nuove generazioni possono aprirsi nuove opportunità. La priorità diventa quindi governare la transizione: "Bisogna cercare di rendere questa curva più gentile e giusta, con più vantaggi e meno rischi, all’insegna della giustizia sociale".

Sul fronte dei rischi più estremi, ha aggiunto: "I rischi catastrofici esistono, i potenti che detengono l’intelligenza artificiale hanno la responsabilità di evitarli".

Mazzucato: "L’occupazione adesso non è al centro del disegno industriale del Paese"

Il rapporto tra trasformazione economica, investimenti e lavoro è stato al centro dell’intervento di Mariana Mazzucato, professoressa di Economia dell’innovazione all’University College London, nel panel dedicato al passaggio da un’economia di guerra a un’economia di pace.

"Oggi non esiste un’economia che ha come obiettivo il bene comune", ha detto Mazzucato, richiamando anche la storia della Cgil: "La Cgil da centovent’anni parla di salario e diritto al lavoro, ma l’economia non va in questa direzione".

Secondo Mazzucato, serve ripensare il ruolo dello Stato, superando un modello in cui l’intervento pubblico si limita a compensare le carenze del mercato: "Mette un cerotto quando il privato manca. Così è impossibile avere come obiettivo il bene comune".

La proposta è un diverso orientamento della politica economica e degli investimenti: "Bisogna riformare l’economia per renderla inclusiva, sostenibile, trainata dall’investimento e dall’innovazione".

Mazzucato ha quindi evidenziato il rapporto tra profitti, investimenti e occupazione: "L’occupazione adesso non è al centro del disegno industriale del Paese. Bisogna fare qualcosa per riportarcela".

Dalla transizione energetica all’intelligenza artificiale, fino al modello economico e produttivo, il filo conduttore del confronto è il governo delle trasformazioni e il loro impatto sul lavoro.
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