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Domenica 23 Settembre 2018, ore 11.59
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Il patto

La questione della reflazione fiscale in Europa

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Nella seconda metà del 2020 e per tutto il 2021 il mondo non sarà in recessione. Quanto meno, non lo saranno la Cina e tutte le economie che le ruotano intorno. Il primo luglio 2021 cadrà infatti il centesimo anniversario del Partito Comunista Cinese e la sua leadership farà il possibile e anche l'impossibile per presentare ai cinesi e al mondo un paese stabile e fortemente orientato alla crescita. Anche se negli ultimi tempi Xi Jinping ha messo l'accento più sulla qualità che sulla quantità della crescita, possiamo stare certi che, quale che sia l'obiettivo per il Pil del 2021, questo verrà non solo raggiunto ma anche superato.

Il PCC, che storicamente è al tempo stesso partito di origine terzinternazionalista e movimento di liberazione nazionale, si legittima con la rivoluzione e con la guerra antigiapponese, cioè con il suo passato. I 90 milioni di membri del partito decidono per il miliardo e mezzo di cinesi perché sono gli eredi dei fondatori della nuova Cina.

Con il passare dei decenni, tuttavia, la legittimazione dalla storia si affievolisce insieme al ricordo degli eventi. Subentra allora la legittimazione per inerzia, che però i governati concedono all'elite solo se questa continua a garantire sicurezza e crescita. Xi Jinping razionalizza questo contratto sociale e politico utilizzando la narrazione neoconfuciana. Il popolo ubbidisce e rispetta il partito e in cambio questo si impegna a non essere corrotto e a garantire l'ordine e un benessere crescente.

Anche l'Unione Europea si legittima attraverso la sua storia tragica molto più che attraverso il tradizionale processo democratico, che i padri fondatori e ispiratori (Monnet e il suo maestro ideologico Kojève) vedevano come non solo superfluo, ma addirittura di intralcio. Ma il passare dei decenni si fa sentire anche da noi e il ricordo della pace postbellica (che fu in realtà frutto della Guerra Fredda e della protezione atomica americana sull'Europa occidentale) si affievolisce.
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