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Mercoledì 24 Luglio 2019, ore 11.11
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Quattro maggio 1919

Cina e America, il conflitto che non può diventare guerra aperta

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Si è molto discusso, nelle scorse settimane, della concessione di una parte del porto di Trieste che l'Italia darà alla Cina nell'ambito degli accordi per la Via della Seta. Si è però ricordato poco che l'Italia, dal 1901 al 1943, mantenne in Cina un possedimento coloniale di 46 ettari, la concessione di Tientsin. Era un quartiere con diecimila abitanti, con disegno urbanistico e architettonico identico a quello dei quartieri cittadini italiani dell'epoca, ed era controllato dal Regio Esercito e dalla polizia italiana.

La Tientsin italiana, la Macao portoghese, l'Hong Kong Britannica, lo Shandong tedesco e decine di altri possedimenti russi, belgi, francesi e americani erano spazi che le potenze si erano ritagliate nel tempo nella debolissima sovranità cinese. Per avere un'idea del nessun conto in cui veniva tenuta la Cina, che pure aveva partecipato con 140mila arruolati nella British Army sul fronte francese della prima guerra mondiale, basta ricordare che lo Shandong tedesco, che era stato promesso come ricompensa alla giovane repubblica cinese, fu dirottato dal trattato di Versailles verso il Giappone.

Per protestare contro questa decisione, tra l'altro in palese contrasto con la retorica sull'autodeterminazione dei popoli del presidente americano Wilson, il 4 maggio 1919 scesero in piazza a Pechino alcune migliaia di studenti, dando vita a un movimento patriottico esteso a ceti borghesi e popolari. Dal Movimento del Quattro Maggio, tre anni più tardi, avrebbe attinto quadri e militanti il nascente partito comunista cinese, che avrebbe guidato, insieme ai nazionalisti del Kuomintang, la riscossa nazionale e antigiapponese dei tre decenni successivi.

Il tweet di Trump che annuncia la quasi rottura delle trattative con la Cina e l'imposizione immediata di quelle tariffe che erano state sospese in dicembre è datato 5 maggio, poche ore dopo il centesimo anniversario del Movimento del 4 Maggio, che tutti i bambini cinesi studiano a scuola, e all'avvio di un triennio di solenni celebrazioni che si concluderanno il 27 luglio 2021, centesimo anniversario del partito.

Non sappiamo se Trump l'abbia fatto apposta (improbabile) o se si tratti di ignoranza storica o di mancanza di sensibilità. Possiamo però supporre che alle orecchie di una dirigenza cinese che si legittima come baluardo contro un mondo esterno che dalla guerra dell'oppio al 1945 ha umiliato e inferto ferite profonde alla Cina, il suo tweet sia risultato particolarmente difficile da digerire.
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