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Domenica 20 Ottobre 2019, ore 16.32
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Liberio e Onorio

Questioni di fallibilità

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Indebolita dal vento liberale che soffiava sull'Europa, dalla perdita di buona parte dello Stato Pontificio pochi anni prima e dalle confische dei beni ecclesiastici da parte di vari governi, la Chiesa di Pio IX cercò un rilancio convocando un concilio ecumenico nel 1868. Il Vaticano Primo, tra le altre questioni, fu chiamato a discutere della proposta di proclamare solennemente l'infallibilità del romano pontefice.

Il dibattito fu intenso e di alto livello. La maggior parte dei padri conciliari era favorevole al nuovo dogma, ma un quarto di loro, esponenti delle chiese dell'Europa settentrionale, fece resistenza fino all'ultimo e riuscì a limitare l'ambito dell'infallibilità alle sole questioni teologiche e morali proclamate ex cathedra.

Tra gli argomenti degli oppositori vi furono i precedenti storici dei papi Liberio (IV secolo) e Onorio (VII secolo), l'uno sospetto di eresia e l'altro dichiarato ufficialmente eretico da un concilio trent'anni dopo la sua morte.

Benché separati da tre secoli, i due casi avevano tra loro molte somiglianze. C'era da una parte un imperatore che aveva bisogno di non alienarsi quelle parti dell'impero che avevano abbracciato il cristianesimo con cristologie differenti da quella nicena (l'arianesimo nel primo caso, il monofisismo nel secondo). C'era dall'altra un pontefice romano che cercava un compromesso tra l'ortodossia e la volontà di venire incontro alle esigenze imperiali. I due papi tentarono dunque di rendere più generiche e ambigue le formulazioni di Nicea, ma il risultato fu solo quello di alienarsi l'appoggio di entrambe le parti in causa. Liberio, che aveva a lungo cercato di resistere alle richieste di revisione e che alla fine capitolò, fu comunque sequestrato dall'imperatore furibondo che lo fece sfilare nudo per le strade di Costantinopoli. Onorio, come abbiamo detto, fu ufficialmente dichiarato eretico dai suoi dopo la sua morte e subì la damnatio memoriae.
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